Blitz quotidiano
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Istat: disoccupazione a maggio in calo dello 0,1%, +21mila occupati

ROMA – Cala la disoccupazione a maggio, con il numero degli occupati in aumento anche se ad un ritmo più rallentato. E’ quanto rivela l’Istat, che indica il tasso di disoccupazione all’11,5%, in calo dello 0,1% rispetto ad aprile, e allo stesso tempo un aumento del tasso di occupazione al 57,1% (0,1 punti percentuali in più sul mese precedente). Tra i giovani (15-24 anni), invece, il tasso di disoccupazione resta stabile al 36,9% rispetto ad aprile.

Ovviamente i dati sono stati commentati con soddisfazione dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “in quanto confermano una tendenza di crescita dell’occupazione” e, quindi, non solo “il miglioramento della situazione” ma “anche una maggiore fiducia per le prospettive del mercato del lavoro”.

Per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si tratta dell’effetto della riforma del lavoro: con questi dati Istat “siamo a 497mila posti di lavoro in più da febbraio 2014. Il Jobs act sta creando lavoro stabile #avantitutta”, ha twittato. 

L’Istituto di statistica indica che, dopo l’aumento registrato nei due mesi precedenti (+0,3% a marzo e ad aprile), la stima degli occupati a maggio sale ancora, seppure in modo lieve (+0,1%), pari a 21mila occupati in più. Un aumento che interessa, nel confronto mensile, le sole donne, a fronte di una sostanziale stabilità registrata tra gli uomini.

Nel confronto con maggio 2015, invece, il numero degli occupati è cresciuto di 299mila persone (in questo caso sono gli uomini a guidare la crescita, +173mila, rispetto alle 125mila donne in più), la gran parte dei quali (248mila) sono occupati stabili.

Contestualmente a maggio diminuisce il numero dei disoccupati (-175mila su base annua) e degli inattivi (-305mila su base annua). Rispetto ad aprile, invece, la stima dei disoccupati, sempre a maggio, cala di 24mila unità (-0,8%).

E’ il “terzo mese consecutivo con una crescita dell’occupazione da ‘zero virgola’. I passi del nostro mercato del lavoro sembrano quelli di una lumachina, ma a tratti anche quelli di un gambero”, commenta la Uil con il segretario confederale Guglielmo Loy. La Cisl, con il segretario confederale Gigi Petteni, invece, evidenzia che si tratta di “dati indubbiamente positivi” ma anche che non bisogna abbassare la guardia e si deve “continuare a rendere più vantaggioso il costo del lavoro stabile ed avviare serie politiche attive”.