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Italeaf, Tes e Neofil: le imprese umbre dell’innovazione

PERUGIA – Nell’Umbria di Giulio Natta, unico premio Nobel italiano per la chimica nel 1963, c’è una realtà di piccole imprese altamente specializzate che può stupire. Uno di questi gioiellini dell’imprenditoria italiana è la Italeaf, che si è insediata nella valle di Narni, negli edifici della vecchia Enichem dove un tempo si producevano fertilizzanti.

La Italeaf di Stefano Neri, avvocato amministrativista e docente di Ingegneria, oggi chiama a raccolta alcuni imprenditori disposti ad investire nel fotovoltaico, spiega Mariano Maugeri sul Sole 24 Ore

All’inizio si tratta di grandi impianti per Terna e per Enel, poi avviene la quotazione a Piazza Affari a Milano e al Nasdaq di Stoccolma e le attività si allargano alla biodigestione della frazione umida e allo smaltimento degli pneumatici usati, e la Italeaf è una delle poche aziende italiane a ricavare acciaio e gomme da questo processo.

Dopo il successo di Terni Energia Italeaf è ora alla ricerca di nuovi imprenditori nell’innovazione verde. Spiega Maugeri:

 

Finora sono state valutate un centinaio di idee. Quattro hanno superato l’esame e si preparano a esordire: si va dalla produzione di polveri metalliche per le stampanti 3D ai led per fabbriche come quelle siderurgiche dove la temperatura interna supera i 50 gradi o i droni hi-tech sotto i 25 chilogrammi.

Tutte queste produzioni avvengono solo con gli investimenti privati e nemmeno un soldo pubblico, assicura Federico Zacaglioni al Sole 24 Ore.

In Umbria non c’è però solo la Italeaf, sottolinea Maugeri:  

Loris Nadotti, professore a Ingegneria e delegato del Rettore per l’innovazione, snocciola un elenco di 42 spin off universitarie, «Il 4% del totale italiano malgrado l’Umbria abbia il 2% della popolazione» ci tiene a precisare Nadotti.

Tra le idee quella della Ubt: macchine per la mammografia non invasive e prive di emissioni di raggi gamma. O anche la Prolabin & Tefarm, che produce nuovi materiali e composti chimici che rendono ignifughi i cavi elettrici.

Poi c’è la Tes (che in etrusco significa vita) del farmacologo Roberto Pellicciari, che confeziona proteine fondamentali per le aziende farmaceutiche.

E poi c’è la Neofil di Marco Mazzalupi, 33 anni e quattro figli, che nella fabbrica della vecchia Montecatini produce filo di polipropilene riciclabile al 100% per moquette, ma anche cheratina per l’industria cosmetica ricavata dagli scarti degli animali.

I soldi per investire in tutta questa innovazione. A rispondere è sempre Nadotti: “L’unica cosa che non manca sono i quattrini. Il mondo è pieno di finanziatori”.

 


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