Blitz quotidiano
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Jens Weidmann e i falchi contrari al bazooka Bce di Draghi

ROMA – La politica monetaria espansiva da parte delle banche centrali come la Bce “non è una panacea” per l’economia globale, ed è dubbio che possa risolvere i problemi strutturali: così si esprimeva il “falco” a capo della Bundensbank Jens Weidmann alla vigilia del nuovo colpo di bazooka di Mario Draghi.

Giudizio che non si è affievolito, con Jens Weidmann fedele al suo ruolo di “bastian contrario”, anche dopo l’annuncio dell’estensione del quantitative easing per far aumentare i prezzi ed arginare la spirale deflattiva, come ricorda Tonia Mastrobuoni su Repubblica.

Jens Weidmann, che non aveva diritto di voto ma che ha ovviamente espresso la sua opinione, si è detto favorevole a quasi tutte le misure, fuorché l’ampliamento del Quantitative easing, l’acquisto di titoli privati e pubblici. Che l’acquisto di bond governativi sia dal 2010 uno dei maggiori punti di rottura tra la Bundesbank e i vertici Bce, è noto. La seconda opinione contraria non registrata dal Consiglio direttivo a causa del sistema di rotazione dei voti è quello del governatore della Banca centrale estone, Ardo Hansson. A dimostrazione che il fronte dei “nuovi falchi” si è allargato ai Baltici.

La sorpresa, piuttosto, è che tra gli scettici sia finito questa volta anche il governatore francese, François Villeroy de Galhau, contrario al taglio dei tassi; avrebbe votato a favore del pacchetto con molti dubbi. Ufficialmente contrari e con diritto di voto, invece, l’esponente tedesca del Comitato direttivo, Sabine Lautenschläger e il governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot. (Tonia Mastrobuoni, La Repubblica)

Mastrobuoni sottolinea anche le chances che il piano Draghi ha per essere digerito dai tedeschi, con buona pace dei media scatenati nel ritrarre il capo della Bce quale scialacquatore dei risparmi tedeschi. Saranno gli stessi che si congratuleranno quando la Bce acquisterà titoli Wolkswagen o Rwe, cioè i privati ammessi agli acquisti di titoli.