Economia

Stx. Ecco cosa dirà Gentiloni ai francesi: soci va bene, ma non fregate Finmeccanica

La controproposta italiana su Fincantieri

Gentiloni e Macron (Ansa)

ROMA – Fincantieri al vertice di Lione l’Italia presenterà un progetto alternativo, teso a non penalizzare Leonardo. A scriverlo è l’Agenzia Nova in un lungo articolo che Blitz Quotidiano vi ripropone:

“Mercoledì 27, al vertice franco-italiano che si terrà a Lione, Paolo Gentiloni presenterà al presidente francese, Emmanuel Macron, una nuova proposta sul dossier Fincantieri-Stx France. Un progetto che, partendo dall’acquisizione dell’azienda cantieristica francese da parte del gruppo italiano, punti alla creazione di un campione europeo nel campo della difesa navale, ma senza penalizzare l’industria italiana. E’ su questo progetto che, secondo quanto apprende “Agenzia Nova”, sta lavorando l’ex amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio. Questi, che dal maggio del 2011 al dicembre 2013 ha guidato Avio, il gioiellino dell’industria aerospaziale italiana, ha forti competenze anche in campo digitale, e coordina, su incarico della presidenza del Consiglio, il gruppo di lavoro che comprende l’Ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, quello di Leonardo, Alessandro Profumo, e cui partecipano, naturalmente, i ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e della Difesa, Roberta Pinotti”.

“Nel corso della sua visita a Roma, lunedì 11 settembre, il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, aveva proposto al governo italiano e a Fincantieri di ampliare l’intesa a Naval Group, impresa transalpina controllata dall’Agenzia di partecipazioni statali francese (Ape), con il 62,49 per cento; e da Thales (35 per cento), con una piccola quota posseduta da dipendenti e manager (2,51 per cento). L’idea dei francesi prevedrebbe una holding a guida italiana cui sarebbe conferita Stx France, costituita da Naval Group e Fincantieri, e due sub-holding: una civile a guida italiana, ed una militare a guida francese. La proposta, secondo quanto risulta ad “Agenzia Nova”, sarebbe stata considerata con favore dalla dirigenza del gruppo cantieristico italiano, ma avrebbe penalizzato l’industria militare nazionale, ed in particolare Leonardo, che garantisce armamenti, equipaggiamenti elettronici e software alle unità navali della Marina militare italiana e a quelle destinate all’export. Il piano francese, quindi, ha suscitato forti perplessità e, al momento, non sembra che possa essere accolto dal nostro governo”.

“Venerdì 15 il ministro Pinotti si è recata in visita a Genova, dove a Sestri Ponente ha visitato gli stabilimenti della ex Selex Es, accolta da Profumo. “Abbiamo tranquillamente ragionato sul fatto che in un progetto così importante lavoriamo come sistema-paese per superare le preoccupazioni”, ha detto la responsabile della Difesa, accogliendo le preoccupazioni dell’Ad di Leonardo. La sera stessa, a margine del Consiglio dei ministri, si sono quindi riuniti Pinotti, Calenda, i responsabili di Fincantieri e di Leonardo, il capo della segreteria tecnica del ministero dell’Economia, Fabrizio Pagani, in rappresentanza di Pier Carlo Padoan, a Tallinn per il consiglio Ecofin dell’Ue, e Francesco Caio, in funzione, appunto, di coordinatore. Pur tenendo conto della posizione di Bono, interessato a chiudere l’accordo con i francesi e di assumere il controllo di Stx France, ha prevalso la linea auspicata da Profumo, che tiene conto degli interessi del sistema paese nel suo complesso”.

“Al vertice di Lione, cui insieme a Gentiloni dovrebbero partecipare Padoan, Pinotti, Calenda e gli Ad dei due gruppi industriali italiani, l’Italia presenterà dunque una proposta alternativa. Un piano che prevede, cioè, l’acquisizione di una quota non inferiore al 51 per cento di Stx France da parte di Fincantieri, e la costituzione di un gruppo di lavoro italo-francese che avrà il compito di studiare la creazione di un campione europeo della cantieristica militare, cui dovrebbero però partecipare, con peso paritario, tanto Naval Group quanto le industrie italiane. In questo modo si eviterebbe il rischio di una forte preponderanza francese, e di una conseguente penalizzazione di Leonardo da parte del nuovo soggetto comune. Il progetto francese, invece, consentirebbe a Thales – azionista di Naval Group – di giocare un ruolo primario nei sistemi elettronici delle navi prodotte dal consorzio franco-italiano. Controllata dallo stato e concentrata nell’elettronica per la difesa (55 per cento del proprio fatturato), Thales ha registrato lo scorso anno ricavi per 14,9 miliardi di euro, a fronte dei 12 miliardi dell’intero gruppo Leonardo”.

 

To Top