Economia

La Ue all’Italia: manovra entro aprile o procedura di infrazione

La Ue all'Italia: manovra entro aprile o procedura di infrazione

BRUXELLES – Dall’Unione europea ultimatum a Roma: manovra entro aprile o scatterà la procedura di infrazione. La Commissione europea darà tempo all’Italia fino alla fine di quel mese per prendere i provvedimenti legislativi per la correzione dello 0,2% del prodotto interno lordo, pari a 3,4 miliardi. Ma se non sarà rispettato questa nuova scadenza, il Collegio dei commissari è pronto ad aprire la procedura di infrazione per deficit eccessivo nella prima riunione di maggio.

Secondo quanto viene spiegato da fonti europee all’Ansa, nel dibattito interno alla Commissione si è tenuto conto delle “valutazioni politiche” sull’opportunità o meno di insistere affinché l’Italia dia subito seguito alle promesse fatte dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il 2 febbraio in risposta alla richiesta di correzione dello 0,2% del Pil inviata dal vicepresidente Valdis Dombrovskis e dal Commissario Pierre Moscovici il 17 gennaio.

Nel collegio dei Commissari sarebbero infatti emerse valutazioni anche di segno opposto a quello desiderato dall’Italia, sul fatto che dare ulteriore tempo, quando la violazione è considerata “conclamata”, potrebbe essere controproducente in altri Paesi. In ogni caso a Bruxelles si fa notare che l’Italia ha preso precisi impegni per aprile e quindi finora prevarrebbe la linea di dare fiducia e attendere i provvedimenti che dovranno essere adottati da Roma.

Bruxelles fa notare che la violazione del Patto di stabilità è sotto gli occhi di tutti, già portata alla luce più volte fin dalla presentazione della legge di stabilità a novembre.  La prossima tappa per discutere dei conti dei Paesi non in regola arriva già con l’Eurogruppo del 20 marzo, e il presidente Jeroen Dijsselbloem ha rinviato ad allora tutte le domande sull’Italia. Se, nel frattempo, il Governo non avrà dettagliato in maniera credibile la manovra richiesta dalla Ue, si ritroverà anche nel mirino dei ministri dell’Eurozona che potrebbero dare mandato alla Commissione di aprire la procedura per violazione della ‘regola del debito’.

 

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