Economia

Lavoro, boom di contratti a tempo indeterminato con le agenzie interinali

Lavoro, boom di contratti a tempo indeterminato con le agenzie interinali

Lavoro, boom di contratti a tempo indeterminato con le agenzie interinali

TORINO – Nell’Italia della crisi che non passa è boom di contratti fissi con le agenzie interinali. Sembra un controsenso, visto che le agenzie interinali sono quelle deputate a trovare lavoratori a tempo determinato. Eppure nel giro di quattro anni, spiega la Stampa, i dipendenti a tempo indeterminato delle agenzie per il lavoro interinale sono passati da 4.075 del 2011 a 16.341 nel 2015, balzati poi a 39.186 nel 2016, con 22.845 nuove assunzioni in appena dodici mesi.

Nessun impatto hanno avuto il crollo dei contratti stabili o la fine degli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni. Il trend positivo si sta confermando anche quest’anno. Secondo Stefano Scabbio, questa tendenza è legata a diversi fattori:

“Da una parte le agenzie hanno, fisiologicamente, una conoscenza degli andamenti dei mercati che consente loro di investire nel futuro, assumendo anche a tempo indeterminato le professionalità per le quali si prevede sarà in crescita la domanda, ha spiegato alla Stampa. Ma l’aspetto forse più decisivo è il nuovo ruolo che le imprese attribuiscono alle agenzie, considerate sempre più partner strategiche con cui definire gli asset dell’azienda e favorire la competitività”.

Chiarisce Daniel Zanda, segretario nazionale della Fesla Cisl, il sindacato dei lavoratori atipici:

San raffaele

“Oggi il lavoratore interinale non è più chiamato a coprire un’emergenza, come un improvviso surplus di lavoro. È ormai una figura strutturale che consente all’azienda di adattarsi alle fluttuazioni del mercato sgravandosi agevolmente della forza lavoro in eccesso durante i picchi negativi”.

Le tutele per chi diventa un esubero sono stabilite dal decreto 81/2015, che ha di fatto liberalizzato il ricorso alla somministrazione. Nel contratto di lavoro è prevista una indennità mensile di disponibilità corrisposta dall’agenzia al lavoratore per i periodi in cui questi resta in attesa del lavoto. Si tratta di 750 euro per il lavoratore a tempo pieno e della metà per il lavoratore part time.

Per Assolavoro si tratta di “un esperimento di flessibilità positiva, che tutela – anche sul piano della formazione e dell’assistenza sanitaria integrativa – chi vive una situazione di discontinuità lavorativa”. Non è dello stesso parere la professoressa Sonia Bertolini, docente di sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università degli Studi di Torino. “Certo, gli interinali a tempo indeterminato hanno più garanzie rispetto a chi deve sperare nel rinnovo del contratto ogni mese, ma questo contratto vincola il lavoratore, rendendolo “disponibile” in modo esclusivo per l’agenzia”.

 

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