Economia

Lavoro, Istat: 239 mila occupati in più a luglio, mai così dal 2008. Siamo a livelli pre-crisi

Lavoro,  A luglio 2017 l'Istat stima gli
occupati in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila),

Lavoro, Istat: occupazione luglio torna a livelli pre-crisi. Ma disoccupazione aumenta tra donne e giovani

ROMA – In Italia nel mese di luglio 2017 ci sono stati 294 mila occupati in più rispetto a un anno prima. Fanno 59 mila occupati in più rispetto a giugno. Una bela progressione. Quando accadeva in America, un continente, per i giornali era un trionfo. Ma era Obama. Gentiloni fa meglio, anch se il merito è suo solo in parte, il resto dipende dalla congiuntura internazionale. Istat conferma “la persistenza della fase di espansione occupazionale”.

Siamo tornati ai livelli pre crsi, al 2008. Quanto durerà? La domanda è lecita e doverosa. Ma intanto possiamo dire che sul fronte della occupazione la crisi è alle spalle.

“La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti.

“Nel periodo maggio-luglio si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +65 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura prevalente, a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra esclusivamente tra gli over 50”.

Naturalmente un po’ di veleno ci vuole. E l’Ansa ce lo mette. “Il tasso di disoccupazione sale a luglio all’11,3%”. La disoccupazione aumenta tra donne e giovani. L’aumento della disoccupazione nell’ultimo mese coinvolge esclusivamente le donne (+4,6%) a fronte di una stabilità tra gli uomini.

Repubblica spiega bene perché:

“Aumenta quindi la quota di persone che pur non avendo un lavoro si mette alla ricerca, e questo fa crescere il tasso di disoccupazione, cioè il numero di persone che sono a caccia di un impiego ma non lo trovano. Risale, per lo stesso motivo, anche la disoccupazione giovanile che si attesta al 35,5%”.

Il tasso di disoccupazione maschile si attesta al 10,3% (-0,1 punti percentuali), mentre quello femminile sale al 12,8% (+0,5 punti). In generale il recupero degli occupati prosegue con un tasso che raggiunge i livelli pre-crisi del 2008. Sale invece la disoccupazione giovanile ma va anche tenuto conto del fatto che il tasso degli inattivi è crollato (più persone cercano lavoro e riempiono la casella dei disoccupati).

Oltre 23 milioni di occupati, torna a livello 2008. “Il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi”, riferisce l’Istat, precisando che gli occupati sono a luglio 23,063 milioni di persone, il massimo a partire da ottobre 2008 (quando erano 23,081 milioni). La soglia era già stata oltrepassata a giugno, precisa l’Istat, a seguito della revisione dei dati provvisori.

Il tasso di occupazione a luglio sale al 58% (+0,1 punti percentuali). A luglio 2017 l’Istat stima gli occupati in crescita dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), “confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale”. Rispetto a luglio 2016 l’incremento è di 294 mila unità (+1,3%). Crescono rispetto a giugno sia i lavoratori dipendenti (+0,2%, +42 mila) sia gli indipendenti (+0,3%, +17 mila). Tra i dipendenti l’aumento interessa sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +23 mila) sia quelli a termine (+0,7%, +19 mila).

A luglio il tasso di inattività scende al 34,4% (-0,3 punti) e tocca il minimo storico. L’Istat non ha mai registrato un valore più basso nelle serie storiche mensili, iniziate a gennaio 2004, e nemmeno in quelle trimestrali, disponibili dal 1977. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a luglio è infatti “in forte calo” (-0,9% su mese, -115 mila persone, e -2,4% su anno, -322 mila persone). Questa tendenza in atto da metà 2013 e riguarda in particolare, spiegano dall’Istituto, la fascia degli over 50 come conseguenza anche della stretta sui requisiti per il pensionamento.

Il tasso di disoccupazione giovanile aumenta a luglio: si attesta al 35,5%, secondo i dati Istat, in crescita di 0,3 punti da giugno.

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