Economia

Lista debitori banche, Governo studia come. M5S per la commissione d’inchiesta

Lista debitori banche, Governo studia come. M5S per la commissione d'inchiesta

Lista debitori banche, Governo studia come. M5S per la commissione d’inchiesta

ROMA – Lista debitori banche, Governo studia come. M5S per la commissione d’inchiesta. Chi ha provocato l’enorme buco di crediti inesigibili o deteriorati che ha affossato le banche? Chi sono i veri responsabili dei prestiti non restituiti, i debitori insolventi delle banche che hanno costretto  lo Stato all’intervento pubblico per salvare i risparmiatori? Ovvio che si parli di grandi aziende, di grandi fatturati visto che il grosso dell’incaglio riguarda loro: fuori i nomi, dunque, sembra essere la domanda pressante.

Commissione d’inchiesta o “lodo Patuelli”. Due sono i tentativi di risposta sul tavolo: l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare come chiedono le opposizioni (M5s a Palazzo Madama e Forza Italia a Montecitorio, ma forse ci sta ripensando), oppure l’accoglimento del cosiddetto “lodo Patuelli”, cioè dar seguito alla proposta del presidente dell’Associazione bancari Patuelli a render nota la lista dei debitori delle banche coinvolte nei salvataggi.

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Oggi, quindi è il giorno del primo test sulle banche per il governo Gentiloni. Camera e Senato discuteranno infatti la richiesta che viene dalle opposizioni di accelerare sull’istituzione di una commissione d’inchiesta che faccia chiarezza sulle crisi bancarie e sulle vicende che hanno portato al salvataggio pubblico di Mps mentre la stessa banca si dice pronta, se le norme lo permettono, a pubblicare la lista dei suoi principali debitori insolventi.

Al momento ci sarebbero infatti ostacoli normativi che riguardano tutti gli istituti di credito a dare seguito al suggerimento arrivato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che già aveva scatenato ampio dibattito. Da un punto di vista politico la questione è sensibilissima: nessuno vuole consegnare agli avversari la patente di difensore del risparmio o apparire come nemico o ostacolo della trasparenza bancaria.

Pd e Forza Italia contro la Commissione d’inchiesta. Ma un conto sono le petizioni di principio, un altro il diritto e la sua applicazione pratica. Senza contare, come ricorda il garante della privacy Soro, che le imprese già dal 2011 non godono più “di alcuna tutela, almeno sotto il profilo della privacy”. Considerando che il 78% delle sofferenze (sui 187 totali miliardi di crediti incagliati) è su prestiti superiori ai 250mila euro, sottolinea il sindacati dei bancari, quindi deliberati da direttori generali, cda o consigli di gestione.

L’orientamento del Pd, affinato in una riunione tenuta ieri sera con Forza Italia, sembra quello di votare contro la proposta dei Cinque Stelle, anche perché si incrocerebbe male con il Ddl per istituire una commissione d’indagine a tutto campo sul sistema bancario depositato a suo tempo dai democratici e all’esame della stessa commissione Finanze di Palazzo Madama, ma di rilanciare la proposta di Patuelli per la trasparenza sui debitori insolventi. E in questo caso la via principale sembra quella dell’emendamento al decreto banche. (Emilia Patta e Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore)

La prudenza del governo. Intanto la direzione risorse umane di Mps, proprio mentre aumenta il pressing per avere la lista dei debitori, ha ricordato ai dipendenti, con una lettera interna, gli obblighi di condotta, legati anche a normative, per garantire uniformità e correttezza nella diffusione di informazioni. Se la proposta dell’Abi ha trovato il consenso dei sindacati, più fredda è la reazione del governo, nonostante lo stesso sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta abbia sottolineato una esigenza di chiarezza, anche per ricreare quel clima di fiducia incrinato negli ultimi mesi sia per il collasso delle 4 banche (in risoluzione da un anno e ancora in cerca di compratore) sia per la crisi di Siena.

Se è “eticamente giusto proporre che siano noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione” ha osservato Baretta, il tema è di quelli per cui “ci vuole prudenza” e non ci sono “decisioni prese”. Anche perché il principio non è di altrettanto facile applicazione. Quindi già sarebbe possibile rendere noti i debitori ‘persone giuridiche’ che “presumibilmente” rappresentano la gran parte degli insolventi che hanno contribuito al fallimento delle loro banche. Per Antonello Soro, però, cosa ben diversa sarebbe quella di pubblicare ‘liste’ di singoli cittadini, protetti anche dalla normativa europea sulla riservatezza.

Doppia partita alle Camere. Certo, una spinta alla trasparenza sui ‘colpevoli’ dei dissesti bancari potrebbe ‘disinnescare’ la ben più delicata partita della commissione d’inchiesta su Siena, sulla quale sono in pressing le opposizioni. Già oggi il Senato dovrà infatti votare per alzata di mano la richiesta dei Cinque Stelle di “dichiarazione d’urgenza” per il ddl che la istituisce, che, insieme ad altri 10 disegni di legge, è all’esame dall’inizio dello scorso anno della commissione Finanze di Palazzo Madama, che ha avviato sulle banche una indagine conoscitiva ad hoc “decisiva”, sempre nelle parole di Baretta e che soprattutto “non invade il compito della magistratura”.

Alla Camera invece andranno al voto delle mozioni sulle banche: quella presentata dal Pd, a differenza di quella di Forza Italia, non accenna però alla necessità di creare una commissione d’inchiesta, ma invita il governo a perseguire la “massima tutela dei risparmiatori” e a fare tutto il necessario perché si arrivi a una revisione del bail in – mentre il Tar ha respinto un ricorso del Codacons sui decreti che lo hanno attuato nel caso delle 4 banche.

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