Economia

Logo “Made in Italy” non ci sarà: imprese divise su quali prodotti considerare italiani

Logo "Made in Italy" non ci sarà: imprese divise su quali prodotti considerare italiani

Foto Ansa

ROMA – Fallito il piano per la creazione di un logo “Made in Italy” mirato a bloccare le imprese straniere a rappresentare i cibi più raffinati del Bel paese. Il governo italiano aveva previsto di apporre il marchio su formaggi, pasta, prosciutti e spumanti presenti sugli scaffali di tutto il mondo; la speranza era riposta nei consumatori, certi che sarebbero stati in grado di distinguere i prodotti italiani da quelli “finti”, come il parmigiano fatto in Nuova Zelanda o il prosecco in Brasile, scrive il Daily Mail.

Invece di unificare il mondo alimentare, la proposta del governo di creare una certificazione a forma di stella che garantisca il Made in Italy, ha provocato rapidamente una netta divisione tra produttori rivali. Alcuni, infatti, affermano che il prodotto sarebbe da considerarsi italiano nonostante la totale assenza di materie prime del territorio. “Se apriamo le porte a prodotti con ingredienti esteri, allora non stiamo parlando di Made in Italy. Non è l’aiuto di cui abbiamo bisogno” ha detto Riccardo Deserti, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Della stessa idea è il Consorzio produttore del Prosecco, che ha rifiutato l’idea di essere messo nella stessa categoria dei prodotti realizzati con materie estere. Alcune società, però, credono che il metodo di produzione italiano possa essere sufficiente per la qualifica del logo. Barilla, il produttore più grande al mondo di pasta, vuole apporre il logo sui suoi prodotti sebbene 16 fabbriche su 30 siano ormai all’estero tra Stati Uniti e Russia. “Siamo italiani, paghiamo le tasse in Italia e conduciamo le fabbriche all’estero con le stesse regole italiane” avevadetto a marzo Paolo Barilla.

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L’idea del logo è nata dopo le denunce delle industrie italianeùche lamentano una perdita da miliardi di euro in esportazioni a causa di tutti quei prodotti “mascherati” da italiani.

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