Economia

Luca Cordero di Montezemolo rinuncia a fare il vicepresidente di Unicredit

Luca Cordero di Montezemolo rinuncia a fare il vicepresidente di Unicredit

Luca Cordero di Montezemolo rinuncia a fare il vicepresidente di Unicredit (foto Ansa)

ROMA – Luca Cordero di Montezemolo rinuncia alla carica di vicepresidente del cda di UniCredit. Lo rende noto la stessa banca con una nota. Montezemolo, scrive l’Ansa, ha comunicato al presidente del Cda di UniCredit di aver preso questa decisione “in coerenza con l’evoluzione della governance della banca raccomandata dal comitato corporate governance, nomination and sustainability, da lui stesso presieduto, anticipando così una delle novità da attuare con il rinnovo del cda, e cioè la riduzione del numero di vicepresidenti ad uno”.

La decisione di Montezemolo, viene spiegato, ha efficacia da oggi, data dell’assemblea di UniCredit chiamata ad approvare il bilancio di esercizio 2016, mentre il rinnovo del cda che porterà a uno il numero dei vicepresidenti avverrà con l’assemblea 2018.

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Il fondo sovrano di Abu Dhabi, tramite Aabar Luxembourg, resta il principale socio al 5,038% di Unicredit dopo il maxi aumento di capitale del gruppo da 13 miliardi di euro chiuso a febbraio. E’ quanto emerge dalle risultanze del libro soci diffuse in occasione dell’assemblea degli azionisti. I fondi azionisti con una quota fra il 3 e il 5% sono comunque esentati dalla normativa a comunicare la loro quota.

La partecipazione di Aabar dimostra che il fondo ha sottoscritto pro quota, come già era emerso informalmente,l’aumento di capitale della banca chiuso a febbraio. Anche il fondo Capital Research sarebbe presente nell’azionariato ma appunto, per la normativa, è esente dalla comunicazione se la sua quota è inferiore al 5%. Si sono diluite sotto la soglia del 2% invece le fondazioni bancarie Crt e Cariverona.

“Abbiamo scelto di intraprendere azioni radicali sui crediti deteriorati (Npl) con costi più alti nell’immediato ma che consentiranno alla Banca di dedicarsi al cento per cento al proprio sviluppo”. Lo afferma il presidente di Unicredit Giuseppe Vita aprendo l’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio 2016, in perdita per 13,4 miliardi per la svalutazione dei crediti. Crediti che, secondo Vita, “sono un fardello che da tempo appesantisce i bilanci della banca”. Il presidente ha quindi ricordato come il successo dell’aumento da 13 miliardi chiuso a febbraio “non era scontato. Solo pochi mesi fa il mercato ha negato ad altre banche capitali anche importi molto inferiori al nostro”. Ora, ha aggiunto dopo il rafforzamento patrimoniale e gli Npl “possiamo concentrarci sulle altre azioni di trasformazione”.

“La qualità dell’attivo è in continuo miglioramento, a conferma della nostra solidità”. Lo afferma l’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier presentando i risultati 2016 all’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio, chiuso in rosso per 13,4 miliardi a causa della svalutazione dei crediti deteriorati. Secondo l’ad il gruppo ha in “fase di esecuzione” la vendita di più del 50% a Pimco e Fortress del portafoglio sofferenze, il rapporto di copertura dei crediti è al 56% e sta operando “azioni decisive” sulle eredità del passato con una riduzione materiale del rapporto tra esposizioni deteriorate e il totale dei crediti all’11,8%.

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