Economia

Lycamobile, Iva evasa per 8 mln: sequestrati conti correnti. E’ guerra ai colossi del web?

Lycamobile, Iva evasa per 8 mln: sequestrati conti correnti. E' guerra ai colossi del web?

Lycamobile, Iva evasa per 8 mln: sequestrati conti correnti. E’ guerra ai colossi del web?

ROMA – Iva evasa per oltre 8 milioni di euro. E’ la pesante accusa mossa dalla Guardia di Finanza alla Lycamobile Srl, società che a livello internazionale costituisce uno dei più grandi “operatori mobili virtuali” (Mvno) internazionali, specializzato nell’offerta di servizi voce e dati a basso costo nonché di servizi finanziari e di viaggio. I conti correnti della filiale italiana sono stati sequestrati dai militari della Gdf di Roma, coordinati dalla Procura capitolina. Nel mercato italiano, la Lycamobile, sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, gestisce circa l’11% delle linee complessive.

Segno che la guerra alle multinazionali del web è cominciata. Quando toccherà agli altri Big? E’ notizia di qualche settimana fa l’accordo tra il più potente motore di ricerca e l’Agenzia delle entrate: Google dovrà pagare 306 milioni di euro al fisco italiano. L’intesa per il maxi versamento segue quella del dicembre 2015 tra Apple e la stessa Agenzia delle entrate: quella volta la cifra pattuita era di 318 milioni di euro. Ma anche altri colossi, come Amazon e Facebook, rischiano grosso.

L’ingente evasione dell’Iva da parte di Lycamobile è stata scoperta nel corso di complesse attività ispettive riguardanti i significativi volumi delle cessioni di schede e ricariche telefoniche effettuate sul territorio nazionale dall’operatore, la cui espansione è favorita dalle vantaggiose politiche di prezzo praticate. Ciò ha portato, al momento, alla denuncia dell’amministratore unico dell’impresa per il reato di omesso versamento di Iva, essendo state superate le soglie penali fissate in relazione all’omesso pagamento dell’imposta.

Sulla base degli elementi acquisiti, il Gip ha disposto il sequestro dei conti correnti e di tutti gli altri rapporti finanziari della società e del relativo legale rappresentante, fino a concorrenza del profitto del reato commesso, pari a 8.315.636 euro. Attraverso l’esecuzione del sequestro la Guardia di Finanza ha provveduto a cautelare il credito vantato dal fisco.

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