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Manovra 2016 a Bruxelles, i numeri: Pil 1%, deficit 2,3%

ROMA – Manovra 2016 a Bruxelles, i numeri: Pil 1%, deficit 2,3%. E’ arrivato a Bruxelles il documento programmatico di bilancio per il prossimo triennio. Nel documento, il Draft Budgetary Plan (DpB), pubblicato sul sito della commissione Ue, si conferma la stima di una crescita dell’1% nel 2017 e la scelta di alzare il deficit fino al 2,3% rispetto al 2% indicato nella nota di aggiornamento del Def.

Padoan: “Non è uno spot elettorale”. “La manovra – ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – non è uno spot elettorale, fa bene alla crescita del Paese. I numeri presento a Bruxelles – ha sottolineato – andranno valutati ma a nostro avviso siamo in regola perché il deficit continua a scendere”.

Lo “sforamento” del deficit, dal 2% programmato al 2,3, va considerato – spiega Padoan – “proprio in virtù delle spese eccezionali che sono quelle dei terremoti e della ricostruzione e dei migranti che purtroppo non diminuiscono ma aumentano. Si tratta di una grande emergenza di cui l’Italia si fa carico per se stessa ma anche per tutta l’Europa, perché noi siamo il confine meridionale dell’Europa”.

Pareggio strutturale nel 2019. L’Italia conferma gli obiettivi di deficit strutturale, nonostante il rialzo del deficit al 2,3% l’anno prossimo. Secondo quanto scritto nel Dpb inviato a Bruxelles, il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto nel 2019, con un “close to balance” di -0,2%.

2,8 mld da riordino spese ministeri. La “riqualificazione” e la “riprogrammazione” della spesa dei ministeri avrà un impatto l’anno prossimo pari allo 0,17% del Pil, garantendo coperture per la manovra 2017 di 2,8 miliardi di euro.

12 mld da spending e lotta evasione. Il deficit al 2,3% nel 2017 “sarà raggiunto tramite interventi pari allo 0,7% del Pil, basati su tagli di spesa e incrementi di gettito realizzati attraverso il miglioramento della compliance fiscale, escludendo aumenti di imposte e anzi proseguendo nella loro riduzione”. Lo 0,7% del Pil equivale a poco meno di 12 miliardi.

Nella Nota al Def, si parlava dello 0,5% del Pil (8 miliardi) per un deficit al 2%, ma non erano considerate molte misure ora inserite. I risparmi di spesa, spiega il governo nel Documento, “deriveranno da un nuovo ciclo di spending review e dalla riduzione di vari stanziamenti di bilancio. L’aumento di gettito sarà conseguito attraverso l’efficientamento dei meccanismi di riscossione dell’Iva secondo le direttrici già attuate con successo nel 2016, il riallineamento del tasso di riferimento dell’Ace (la detassazione degli utili reinvestiti) ai tassi di mercato, l’estensione della ‘voluntary disclosure’ e le aste delle frequenze” (l’incasso stimato nel 2017 è pari allo 0,11% del Pil, ovvero a circa 1,8 miliardi).