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Manovra, ipotesi bonus per famiglie con 2 figli da 400 milioni

ROMA – Un bonus per famiglie con almeno due figli che vivono in condizioni economiche difficili. Sarebbe questa l’ultima ipotesi allo studio del governo da inserire nella manovra 2016. La misura sarebbe legata all’Isee, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che già consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate, come per esempio il già sperimentato bonus bebè o la gratuità della mensa scolastica.

Per il primo anno, le risorse a disposizione ammonterebbero ad almeno 400 milioni e proprio in base all’ammontare delle coperture si deciderà la soglia di reddito, ancora in via di definizione, entro cui garantire il bonus. Al momento, l’idea è quella di distribuire un assegno per le famiglie non proprio sotto la soglia della povertà (per le quali esistono già specifici interventi di welfare) ma in condizioni di precarietà economica.

A favore dell’intervento è in particolare l’ala del governo di Area Popolare, capitanata da Beatrice Lorenzin e Enrico Costa. Non a caso anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato oggi a parlare a grandi linee di un “segnale” sul quoziente familiare. Un intervento più sistematico è rimandato al 2018, quando si affronterà il tema Irpef, ma già dall’anno prossimo il premier non ha escluso un primo assaggio che si potrebbe appunto concretizzare in una sorta di bonus.

La manovra, che secondo il sottosegretario al Tesoro, Paola De Micheli, permetterà di sbloccare 800 milioni di investimenti degli enti locali, potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già venerdì o sabato prossimi, in anticipo rispetto alla scadenza del 20 entro cui inviare il testo completo in Parlamento.

Prima di allora dovranno però essere sciolti i nodi ancora insoluti della Nota di aggiornamento al Def. Il ministero dell’Economia ha inviato all’Ufficio parlamentare di Bilancio i chiarimenti alle critiche esposte dall’Autorità nel corso dell’audizione in Parlamento e trasmesse a Via XX Settembre lo scorso 3 ottobre. Con schede dettagliate sulle misure della manovra e sui loro specifici impatti il Tesoro punta infatti a convincere l’Ufficio della bontà delle proprie stime, considerate eccessivamente ottimistiche. Un obiettivo che si prefigge anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Oggi, ha spiegato a Washington in un’intervista alla CNN, l’Italia è “nel mezzo del treno” della crescita europea, ma “in un paio d’anni – ha assicurato – saremo in testa”. Il ministro sarà riascoltato in audizione alle Camere martedì, in vista del voto in Aula il giorno successivo.