Economia

Manovra, lettera Italia a Ue “deludente”. Padoan: “Procedura infrazione allarmante”

Manovra, lettera Italia a Ue "deludente". Padoan: "Procedura infrazione allarmante"

ROMA – L’ipotesi di una procedura di infrazione contro l’Italia per il disavanzo eccessivo e l’alto debito, sarebbe “allarmante” perché “comporterebbe una riduzione di sovranità nella politica economica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan parlando in Senato a proposito della lettera inviata da Roma a Bruxelles che risponde alla richiesta di correzioni sulla manovra 2017. Lettera giudicata “deludente”, secondo indiscrezioni trapelate da fonti Ue, con il rischio ora più concreto di un commissariamento.

In realtà non di un vero e proprio commissariamento si tratterebbe, ma comunque metterebbe dei vincoli all’azione e alle scelte del Governo in fatto di spesa pubblica. Senza contare il danno di reputazione per uno Stato che nel 2013 aveva festeggiato il ritorno tra i Paesi virtuosi, uscendo dalla procedura per deficit eccessivo e guadagnandosi la flessibilità che invece non spetta a chi è sotto procedura.

La Commissione si trova ora di fronte ad una scelta difficile e carica di conseguenze: aprire o no la prima procedura per debito eccessivo della storia del Six-Pack. La procedura per debito eccessivo non è mai scattata. E’ stata introdotta con il Two-Pack nel 2013 ma l’Italia, appena uscita dall’altra procedura, ha goduto fino al 2015 di una fase transitoria in cui non si applicava. Ora la fase è finita e per la Commissione è proprio dal 2015 che Roma viola la norma, nonostante la flessibilità accordata.

Padoan in Senato ha chiarito: la correzione “indispensabile” sarà da 3,4 miliardi, pari allo 0.2% promesso a Bruxelles, un miliardo atteso dalla lotta all’evasione. Il commissariamento “comporterebbe costi più alti”. E “le misure” necessarie ad aggiustare i conti “verranno adottate al più tardi entro fine aprile, presumibilmente anche prima”.

Sufficiente o no la risposta del Governo italiano a Bruxelles è comunque arrivata in tempo con la scadenza del primo febbraio indicata dalla Ue, ed ora potrà essere inserita nella preparazione delle previsioni economiche, prima tappa formale nel percorso di valutazione dei conti pubblici. Quella che eventualmente potrebbe portare all’apertura di una procedura.

Queste le prossime tappe da affrontare:

SUMMIT MALTA. Il presidente della Commissione Juncker e il premier Gentiloni si incontreranno al vertice informale dei 28. Sarà la prima occasione per confrontarsi dopo la risposta inviata dall’Italia e giudicata deludente.

PREVISIONI ECONOMICHE. Saranno pubblicate il 13 febbraio e daranno i nuovi numeri su deficit nominale e strutturale, debito e Pil. Senza lo sforzo supplementare credibile dello 0,2% chiesto dalla Ue, il deficit strutturale italiano è destinato a salire, certificando il mancato raggiungimento degli obiettivi per il terzo anno consecutivo, circostanza che porta a far scattare la procedura per debito eccessivo, ma sempre dopo una decisione politica della Commissione.

RAPPORTO PAESE. Verrà pubblicato il 22 febbraio e passa in rassegna l’economia di ognuno dei Paesi Ue, allo scopo di mettere in luce gli aspetti più problematici che portano a squilibri macroeconomici. Se Bruxelles decidesse di far scattare la procedura per debito, questa sarebbe la prima occasione utile per comunicarlo.

RAPPORTO SUL DEBITO. Riguarda solo l’Italia, sarà il terzo in tre anni e la data di pubblicazione dipenderà da cosa Bruxelles vorrà fare con Roma. Il rapporto darà il giudizio finale sulla violazione della regola del debito e quindi verrà pubblicato solo quando la Commissione avrà deciso se aprire una procedura oppure no.

EARLY WARNING. A marzo la Commissione pubblicherà l’analisi approfondita dei Paesi con potenziali squilibri, per decidere quali di essi richiedono un nuovo monitoraggio o una procedura per squilibri (che non è mai stata applicata). L’Italia è già sotto stretto monitoraggio, così come la Germania a causa del suo surplus.

PROGRAMMI DI STABILITA’. Entro il 30 aprile i Paesi dell’euro devono inviare alla Ue i ‘Piani nazionali di riforma’ e quelli di ‘stabilità’, che indicano come raggiungere gli obiettivi di bilancio. Anche su questi piani Bruxelles dirà la sua, entro fine maggio.

RACCOMANDAZIONI. Arriveranno a maggio e fotograferanno i conti pubblici e il rispetto degli obiettivi. E’ l’ultima tappa del semestre europeo, ed è difficile che la Commissione aspetti fino ad allora per aprire l’eventuale procedura.

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