Economia

Mario Draghi avverte Donald Trump: “No a svalutazioni competitive”

Mario Draghi avverte Donald Trump: "No a svalutazioni competitive"

Mario Draghi avverte Donald Trump: “No a svalutazioni competitive” (Foto Ansa)

DAVOS – Il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, manda un messaggio a Donald Trump: “No a svalutazioni competitive”. Dal World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il banchiere centrale ha voluto ricordare al presidente americano che “sui cambi il G20 ha una posizione molto precisa che si oppone a svalutazioni competitive”.

A forza di annunci, sottolinea Alessandro Barbera sulla Stampa, il tycoon americano sta creando scompiglio sul mercato dei cambi. Pensa che il dollaro sia troppo forte, e in molti pensano che potrebbe svalutarlo e innescare una guerra di valute.

Interpellato sulla questione, Draghi si è limitato ad una battuta, unica ma sufficiente: “Non voglio fare commenti sulle intenzioni del neopresidente, ricordo solo in generale che nel G20 c’è ‘forte consenso’ nell’opporsi a svalutazioni competitive”.

Ma non è stato questo l’unico avvertimento mandato da Draghi. Alla Germania il banchiere ha chiarito che il piano di acquisto continuerà. Berlino vorrebbe che venisse interrotto, dal momento che nel Paese il livello dei prezzi sta tornando a livelli fisiologici. Draghi ha risposto che

bassi tassi sono necessari ora per avere tassi più alti in futuro. Nel frattempo i risparmiatori tedeschi, come anche le imprese e i lavoratori stanno ottenendo benefici come tutti gli altri cittadini dell’eurozona. Bisogna avere pazienza, perché l’inflazione non ha ancora un trend al rialzo convincente che deve riguardare invece tutta l’eurozona”.

Non solo la Germania.

 

 

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