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Mediaset sfida Vivendi: “Rispetti i patti o causa, anche penale”

MILANO – Il consiglio di amministrazione di Mediaset ha respinto la nuova proposta di Vivendi sulla vicenda Premium e ha dato mandato ai legali di intimare ai francesi di rispettare i patti, altrimenti si è pronti alla causa per danni, “in sede civile ed eventualmente anche penale”. Lo si legge in un comunicato del gruppo televisivo diffuso al termine del Cda del 28 luglio.

Di fatto Mediaset concede tempo a Vivendi per onorare il contratto senza dare un ultimatum, anche se fonti vicine al dossier indicano in una settimana-dieci giorni il tempo prevedibile prima che il Biscione proceda con le cause legali, scegliendo contemporaneamente di riconsolidare da subito Premium nel bilancio della capogruppo.

“A seguito all’interruzione del processo di vendita di Premium e al conseguente venir meno dell’elevata probabilità di realizzare l’operazione entro dodici mesi, il contributo ai risultati consolidati di tale società viene ricompreso – afferma Mediaset – nella presente relazione semestrale tra le attività in funzionamento in continuità con i bilanci intermedi e il bilancio annuale del 2015. I risultati di tali attività nel Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo erano stati invece esposti separatamente, in quanto sulla base degli accordi vincolanti sottoscritti tra Mediaset e Vivendi in data 8 Aprile 2016, tali attività risultavano classificabili come attività destinate alla vendita”.

Il contratto è tutto dalla parte del Biscione, ma non si capisce il vero intento dei francesi. Dal canto suo Vivendi fa sapere di vedere sempre come raggiungibile un accordo con Mediaset sulla questione Premium ma “non accetta di essere accusata di non onorare i contratti” e “si riserva ogni azione per tutelare la sua onorabilità”, compresa una causa per diffamazione. Il gruppo francese, in particolare, spiega che dall’analisi interna del business plan della pay tv del Biscione sarebbe emersa una visione “troppo ottimistica” e di fatto irrealizzabile.

Vivendi cita a proposito anche un rapporto di Deloitte, secondo il quale il business plan di Mediaset Premium dovrebbe essere rivisto con risultati molto inferiori “per essere realistico”. A detta dei francesi Mediaset non può essere rimasta sorpresa dalla controproposta formulata martedì scorso, in quanto le discussioni in proposito erano state avviate da oltre un mese e concretizzate nella lettera del 21 giugno che parla già di “divergenze significative nell’analisi dei risultati” di Premium.

Il punto non è tanto sul contratto di acquisto della pay tv che è stato studiato per settimane prima della firma e che non lascia margini a Vivendi, ma su come procedere concretamente. E come organizzarsi se davvero i francesi stanno pensando a una scalata ostile. Ma ad oggi l’atteggiamento espresso da Vivendi è quello di voler trovare un’intesa sulla questione e di non voler in alcun modo mirare al controllo di Mediaset.