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Meridiana-Qatar Airways, c’è l’accordo: 396 esuberi, stipendi ridotti

ROMA – E’ stato firmato al ministero dello Sviluppo economico l‘accordo quadro con i sindacati su Meridiana. Qatar Airways sarà il nuovo proprietario del vettore sardo, seppure con un limite del 49% per non perdere i diritti di volo delle compagnie a maggioranza azionaria europea. Si fermano a 396 gli esuberi, ma ci sarà un taglio degli stipendi di circa il 20 per cento che riguarderà soprattutto i piloti.

L’intesa è stata siglata alla presenza del viceministro dello Sviluppo, Teresa Bellanova, e del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.  L’accordo quadro, ha precisato il vice ministro Bellanova, è stato firmato “dalle maggiori organizzazioni sindacali confederali e dalle sigle professionali, mentre non ha firmato l’Usb“. Nell’accordo, ha detto sempre Bellanova, c’è anche “l’impegno del Governo a seguire tutto il percorso e la sua puntuale applicazione con un tavolo di monitoraggio presso il Ministero dello sviluppo, che sarà convocato già la prossima settimana”.

BELLANOVA: “TRATTATIVA LUNGA E DIFFICILE” – “E’ stata una trattativa lunga e difficile ma siamo riusciti a portare in porto questa operazione complicata”, è stato il commento del vice ministro dello Bellanova al termine della trattativa su Meridiana. “E’ stato possibile grazie a tutto il Governo e all’impegno del ministro dei trasporti Delrio”, ha aggiunto Bellanova, evidenziando che Meridiana “era sull’orlo del fallimento e ora ha un Piano industriale”. “Non è uno dei soliti accordi fatti per Meridiana per gestire la fuoriuscita di persone – ha detto ancora Bellanova riferendosi all’accordo quadro firmato oggi – rende possibile un piano di rilancio industriale. Per quanto riguarda gli esuberi, erano 955 e siamo riusciti a tenerli sotto 400 grazie alla possibile integrazione con Qatar”. L’accordo, ha spiegato Bellanova, contiene anche “l’impegno cui l‘azienda è vincolata per 36 mesi di attingere, nel caso di eventuali assunzioni, dal bacino dei lavoratori in mobilità”.

DELRIO: “ORA VIA ALLA PARTNERSHIP CON IL QATAR” – “Grazie a questo lavoro sarà ora possibile presentarci davanti al partner qatarino. Quello di oggi era il passo necessario e indispensabile per avere una partnership”, ha sottolineato il ministro dei trasporti e infrastrutture Delrio al termine della trattativa al Mise su Meridiana, aggiungendo che “adesso il partner Qatar Airways ha tutti gli elementi per poter fare la sua parte e costituire insieme a Meridiana” una nuova società. “Hanno le rotte e un progetto di piano industriale”, ha evidenziato Delrio, “C’è tutto lo spazio per crescere”. Ora “accompagniamo l’accordo definitivo. Siamo stati in contatto e anche Renzi ha dato una mano in un momento molto delicato. E come prima, ora siamo tutti impegnati in questa operazione. Confidiamo di restituire una compagnia efficiente. La riduzione degli esuberi – ha aggiunto – è stata possibile solo con il Piano industriale di rilancio, altrimenti avremmo solo gestito dei licenziamenti”.

I SINDACATI: “CI SONO LE BASI PER LO SVILUPPO” – L’accordo quadro su Meridiana “sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, l’azienda, il ministro Graziano Delrio e il viceministro Teresa Bellanova pone le basi per una partnership strategica con Qatar Airways e garantisce la predisposizione di favorevoli condizioni di sviluppo”, scrivono in una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo, evidenziando tuttavia che “rimane l’insoddisfazione per gli esuberi dichiarati dall’azienda e l’incapacità manifestata per la ricerca di maggiori riduzioni numeriche, motivo per il quale non è stato possibile sottoscrivere una positiva chiusura di confronto ai sensi della procedura” di mobilità. “Il sacrificio in termini di risorse, per il rilancio delle aziende del gruppo – proseguono – è il primo motivo di vero dolore, ma grande è la convinzione ribadita nell’accordo, che nell’arco dei prossimi tre anni, si determino positive condizioni di sviluppo per consentire l‘assorbimento delle eccedenze. È stato sventato il fallimento della trattativa – concludono i sindacati – che avrebbe generato la desertificazione industriale in una regione già duramente colpita da disastri sociali e fallimenti di interi settori lavorativi”.