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Mitsubishi, test sul carburante truccati dal 1991

TOKYO – Mitsubishi Motors ha ammesso di aver manipolato i test sul carburante per 25 anni, dal 1991, ben prima del 2013 come indicato inizialmente dallo stesso gruppo giapponese. La conferma è arrivata dopo le indiscrezioni del quotidiano economico Nikkei, che avevano portato il titolo a lasciare sul terreno quasi il 10%, dimezzando il suo valore in Borsa in cinque sedute.

Il Nikkei parla anche di “diverse decine” di modelli interessati e non solo di quattro modelli di minicar, inclusi due prodotti per Nissan Motor. Finora ufficialmente sono 625.000 le minicar interessate, tra cui 468.000 Nissan.

Il governo giapponese sta formando una task force che prevenga altre irregolarità nei test di consumo. Anche l’autorità di vigilanza statunitense ha avviato indagini. Dal canto suo, la Mitsubishi ha istituito un comitato incaricato di investigare all’interno dell’azienda, formato da tre avvocati indipendenti, che presenterà i suoi risultati fra tre mesi.

La casa automobilistica ha spiegato che i dati sul consumo di carburante sono stati raccolti usando gli standard americani, che considerano una maggiore velocità e il fatto che la guida su autostrada è più comune, invece degli standard giapponesi, che invece riflettono una maggiore frequenza della guida in città, dove la necessità di fermarsi più spesso implica anche un maggiore consumo di carburante.

Il presidente di Mitsubishi, Tetsuro Aikawa, in conferenza stampa si è scusato con i clienti: “Hanno comprato le nostre auto basandosi su dati di consumo incorretti, non posso fare altro che scusarmi”. Aikawa ha annunciato che l’azienda sta discutendo con Nissan un piano per compensare i clienti, mentre Ryugo Nakao, executive vice president, ha ipotizzato che Mitsubishi potrebbe essere costretta a restituire gli incentivi governativi di cui ha goduto, senza averne diritto, chi ha acquistato le minicar omologate irregolarmente.