Economia

Monte Paschi di Siena, il 25 ottobre torna in Borsa. Ok Consob

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Monte Paschi di Siena, il 25 ottobre torna in Borsa. Ok Consob

ROMA – Monte Paschi di Siena, il 25 ottobre torna in Borsa. Ok Consob. Domani Banca Mps tornerà in Borsa. Lo annuncia l’Istituto in una nota, comunicando che Consob ha approvato il prospetto informativo. Il titolo era sospeso dallo scorso 22 dicembre. Per la conversione in bond senior delle azioni di Mps derivanti dalla conversione dei subordinati, il periodo di adesione andrà al 30 ottobre al 17 novembre.

“Nel giorno di riammissione non sarà consentita l’immissione di proposte senza limite di prezzo sulle azioni ordinarie” rende noto Borsa Italiana e precisa che non sarà diffuso il prezzo di riferimento iniziale, il prezzo ufficiale iniziale, il prezzo last iniziale. Restano il faro della Bce che ha espresso riserve sul modello di business, l’alta percentuale di crediti deteriorati (Npl).

Riportando l’interlocuzione avuta nei mesi passati con la Bce e la Commissione europea, la banca ricorda che al momento lo stock di sofferenze – pari a circa un terzo del totale dei crediti totali – è superiore alla media delle altre grandi banche italiane (Intesa, UniCredit, BancoBpm e Ubi), pertanto risulta fondamentale il buon esito della maxi cartolarizzazione da 27 miliardi di Npl imbastita insieme a Quaestio e al fondo Atlante: l’operazione procede come da programma ma senza di essa, si legge nella documentazione pubblicata oggi, resta il rischio di “interventi straordinari”, compresa la risoluzione e dunque il bail in. (Marco Ferrando, Il Sole 24 Ore)

Il cda di Mps per l’approvazione della trimestrale slitta dal 27 ottobre al 7 novembre. Per quel che riguarda il capitale sociale, al momento “rimane di ammontare complessivo invariato rispetto a quanto comunicato il 10 agosto 2017, ossia pari a 15.692.799.350,97 di euro, e risulta composto da 1.140.290.072 azioni ordinarie”.

Mps ha “prudenzialmente valorizzato” 4,28 euro le sue azioni, sia quelle che detiene direttamente che quelle in portafoglio ai clienti, a fronte degli 8,65 euro di sottoscrizione degli obbligazionisti subordinati e dei 6,49 pagati dal Tesoro, allineandole così al valore dei bond subordinati emerso dall’asta sui Credit default swap. Il valore di Borsa potrebbe “discostarsi anche significativamente” da quanto pagato da Mef e bondholder, avverte il documento messo a disposizione dalla banca.

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