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Mps crolla in Borsa. Lettera Bce: “Smaltite 10 mld di sofferenze”

ROMA – Mps crolla in Borsa. Lettera Bce: “Smaltite 10 mld di sofferenze”. Mps è in caduta a Piazza Affari. Il titolo cede il 7,5% a 0,35 euro e ritocca i minimi storici segnati nelle ultime sedute. Poi viene fermato ancora in asta di volatilità. Mentre il Ftse Mib cede lo 0,96%, maggior calo tra i listini europei, finisce in asta di volatilità anche Unicredit, insieme a Mps e Bper.

Oggi ad appesantire Rocca Salimbeni contribuiscono le indiscrezioni di stampa (confermate poi dal gruppo) su una lettera della Bce per chiedere un piano che riporti in tre anni la percentuale di sofferenze a livelli fisiologici.

Oltre ai timori sullo stato di salute del sistema bancario italiano, che appesantisce ancora le banche in Borsa, Siena risente delle indiscrezioni di Repubblica su una lettera della Bce. Nella missiva la Vigilanza avrebbe chiesto a a Mps un piano triennale per riportare a livelli fisiologici la percentuali di crediti in sofferenza. Da smaltire ci sarebbero, scrive il quotidiano, circa 10 miliardi di sofferenze lorde sui 27 miliardi totali.

Le richieste della Bce di rispettare alcuni requisiti sui crediti deteriorati sono in linea col programma approvato da Mps e sottoposto alla stessa vigilanza europea per aumentare l’importo delle dismissioni di non performing loans previsto nel piano 2016/2018. Lo scrive l’istituto in una nota con la quale conferma di aver ricevuto una lettera della Bce.

La partita bancaria prosegue intanto a livello governativo, con un incontro previsto tra i vertici del Tesoro, soci e rappresentanti del fondo Atlante: c’è da capire quale spazio ci sia per iniettare nuove risorse nel veicolo costituito ad hoc per garantire gli aumenti di capitale difficili e creare un mercato dei crediti difficili, per i quali necessità però di capitali aggiuntivi.

Il Financial Times dipinge oggi una situazione tesa, per la quale l’Italia sarebbe pronta ad andare avanti da sola e a rafforzare il sistema bancario tricolore anche senza un accordo con la Ue per trovare una via all’interno delle regole comunitarie, che permetta le ricapitalizzazioni senza far scattare il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti. (Raffele Ricciardi, La Repubblica)