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Mps, nasce Atlante 2, il fondo per rilevare i crediti deteriorati delle banche

MILANO – Nasce Atlante 2, il fondo che si occuperà dei non performing loans (i crediti deteriorati) di Monte dei Paschi di Siena e di altre banche italiane, con l’obiettivo di rilevarli a prezzi più alti di quelli che circolano sul mercato senza rimetterci i soldi dei suoi sottoscrittori.

Il fondo ha comunicato di essere diventato operativo dopo aver raggiunto la soglia minima di raccolta, con adesioni da “diverse istituzioni finanziarie italiane” per 1,75 miliardi di euro. Entro settembre, quando è previsto il primo closing, il veicolo gestito da Quaestio Sgr promette di arrivare a una dotazione compresa tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, per chiudere tra i 3 e i 3,5 miliardi entro il termine ultimo di sottoscrizione, fissato per il 31 luglio 2017.

La pattuglia dei finanziatori di Atlante include Generali (200 milioni), Poste Vita (200 milioni), UnipolSai (100 milioni), Intesa e Unicredit (fino a 310 milioni), Sga, la bad bank con cui fu ripulito il Banco di Napoli (450 milioni), Cdp (200 milioni). Anche Mediobanca contribuirà con una cinquantina di milioni mentre il grosso delle risorse arriverà da Atlante che, disponendo di 1,75 miliardi avanzati dopo i salvataggi di Veneto Banca e Popolare Vicenza, verserà una somma tra gli 800 milioni e gli 1,2 miliardi, dovendo mantenere un cuscinetto di liquidità nel caso in cui le sue banche, piuttosto acciaccate, avessero bisogno di essere ulteriormente ripatrimonializzate.

Atlante 2, che ha dovuto incassare la defezione delle Casse previdenziali dei professionisti, scettiche su un investimento considerato rischioso per chi deve tutelare le pensioni degli iscritti, ha comunque tempo per coinvolgere altri investitori disposti a scommettere sulla recuperabilità dei crediti deteriorati in pancia alle banche italiane.

La prima operazione a cui Atlante 2 parteciperà – l’acquisto per 1,6 miliardi di euro della tranche mezzanine rinveniente dalla cartolarizzazione di 27 miliardi di euro di sofferenze di Mps – si chiuderà solo in autunno inoltrato, quando l’istituto senese avrà concluso il lavoro di ‘impacchettamento’ dei suoi Npl. L’attività di raccolta proseguirà anche nel 2017, con l’obiettivo di utilizzare il fondo anche per alleggerire altre banche, tra cui potrebbero rientrare le due venete di Atlante.

Intanto Mps lunedì ha vissuto un’altra giornata di tensione in Borsa: il titolo ha aggiornato i minimi storici, cedendo il 4,67% a 0,243 euro, dopo essere anche finito in asta di volatilità e in controtendenza rispetto al listino. L’agenzia Moody’s ha comunicato di continuare a mantenere sotto esame i rating dell’istituto senese, non più in vista di un possibile downgrade, ma in “direzione incerta”, alla luce delle difficoltà di cui è disseminato il piano di ristrutturazione messo a punto dall’amministratore delegato Fabrizio Viola.

In caso di successo è atteso “un potenziale miglioramento” del merito di credito, spiega Moody’s, che sottolinea però la “considerevole incertezza” sull’esecuzione del piano, principalmente legata al deconsolidamento delle sofferenze e alla sottoscrizione del maxi-aumento da 5 miliardi, su cui l’impegno del consorzio di garanzia è tutt’altro che blindato.


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