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Mps: per Alessandro Profumo e Fabrizio Viola richiesta di archiviazione: “Non truccarono bilanci”

MILANO – Alessandro Profumo e Fabrizio Viola non avevano intenzione di “truccare” il bilancio di Mps né di occultare le perdite della banca senese quando ne erano presidente ed amministratore delegato: con questa motivazione la procura di Milano ha chiesto di archiviare la posizione dei due dirigenti indagati per falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo all’ attività degli organi di vigilanza.

La richiesta, che riguarda anche altre nove posizioni minori, è stata depositata dai pubblici ministeri nell’ambito di uno dei filoni di indagini relativi al Monte dei Paschi di Siena.

A blindare Viola alla guida di Mps c’è anche la stessa Banca centrale europea, secondo cui il banchiere è la garanzia di realizzazione del piano di risanamento entro fine anno, non c’è motivo (e tempo) per sostituirlo.

 

I due ex vertici erano stati indagati per la gestione successiva a quella degli ex amministratori di Rocca Salimbeni, Antonio Vigni e Giuseppe Mussari, in relazione alla contabilizzazione a ‘saldi aperti’ dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura.

Secondo l’ipotesi accusatoria la contabilizzazione a ‘saldi aperti’ sarebbe stato uno degli artifici utilizzati dai loro predecessori per coprire gli ammanchi di bilancio. Ma per i pm di Milano, Viola e Profumo, che si sono trovati una ‘difficile’ eredità, visti il restatement del bilancio di Mps da loro effettuato e la discovery dei vari ‘trucchi’ che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere le perdite, hanno agito senza alcun dolo.

In sostanza la loro gestione della banca, per la Procura, è stata tale da far venire meno qualsiasi sospetto che ci fosse intenzione di ingannare il mercato. Anzi, non solo i nuovi dirigenti hanno reso consapevole il mercato dei problemi sui bilanci di Monte Paschi ma si sono anche attenuti alle disposizioni di Consob e Banca d’Italia.

I due manager erano stati iscritti nel registro degli indagati dai pm di Siena come “atto dovuto” dopo l’esposto di almeno uno dei due piccoli azionisti che nell’ultima assemblea del 14 aprile avevano chiesto ai soci di promuovere un’azione di responsabilità nei loro confronti in quanto dal 2012, quindi dal loro arrivo alla guida della banca, sarebbero stati a conoscenza della situazione dei derivati Alexandria e Santorini e quindi avrebbero fornito al mercato una rappresentazione non corretta di tutti i bilanci dal 2011 al 2014. Il 22 luglio scorso gli atti di indagine sono stati trasmessi per competenza territoriale a Milano. Adesso la parola passa al giudice per le indagini preliminari, che potrebbe anche fissare un’udienza nel caso in cui chi ha denunciato Viola e Profumo si opponga alla richiesta di archiviare il caso.