Blitz quotidiano
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Mps rimbalzo record, +35% vale 2mld in Borsa. A agosto 8 mld

Mps, strappo al rialzo dopo il crollo. Roberta Amoruso sul Messaggero prova a spiegare la picchiata. Tra panico e fiducia, il ruolo del bail-in

MILANO – Mps, Monte Paschi di Siena ha cercato e trovato il riscatto con il titolo che, dopo esser stato congelato per eccesso di rialzo, è tornato a scambiare in Borsa sopra il 20% (a quella quota il titolo vale 0,61 euro per azione). Stamattina (21 gennaio), quando ancora forte era la preoccupazione per l’ennesimo crollo (-22%), era intervenuto anche il ministro dell’Economia Padoan per offrire rassicurazioni.

Mps ha fondamentali forti e grande liquidità. Sta cercando di irrobustirsi”, ha detto il ministro intervenendo a ‘Uno mattina’. Alla domanda se ci fosse il rischio di svendita Padoan ha aggiunto: “L’obiettivo di Mps è rafforzarsi, rafforzare il capitale e resistere meglio alle turbolenze”. Rassicurazioni che fanno eco a quelle dell’ad Mps Fabrizio Viola: “Le prime evidenze sul 2015 confermano che l’andamento del tutto anomalo del titolo non ha alcun riscontro nei fondamentali”.

Fondamentali a posto, dunque: ma allora perché dopo gli ultimi due aumenti di capitale da 8 miliardi di euro (3 mld sei mesi fa in aggiunta ai 5 del 2014) la capitalizzazione attuale di Mps è giunta a 1,5 mld? Perché la fuga degli azionisti che da inizio anno ha bruciato il 60%? Roberta Amoruso su Il Messaggero prova a separare le suggestioni (panic selling, clienti preoccupati, intempestività delle raccomandazioni Bce) dall’analisi ragionata.

Qualcuno ha intravisto anche l’ombra di una nuova stretta Bce con ulteriori accantonamenti. Ma non è questo il punto. O almeno non è solo questo. Già da tempo Mps rappresenta il ventre molle di un sistema bancario, quello italiano, alle prese con crediti malati ancora in aumento (oltre 200 miliardi) in un contesto di crescita economica ancora incerta. Ma va detto chiaramente che lo spartiacque tra la cauta fiducia dei mesi scorsi e il panico di questi giorni su Mps si chiama bail-in.

È quel meccanismo infernale con il quale nelle intenzioni dell’Europa si pone definitivamente fine agli aiuti di Stato alle banche (mai chiesti dall’Italia) facendo pagare il conto di eventuali crac anche ai posri di obbligazioni, prima subordinate e poi a cascata anche quelle senior (largamente diffuse tra i risparmiatori), subito dopo gli azionisti (i depositi intervengono in ultima istanza per valori oltre i 100.000 euro). Tutto ciò avrà anche conseguenze dirette sui bilanci delle banche, visto che il bail-in scattato a inizio anno farà aumentare i costi della raccolta. Certo, finanziarsi sul mercato costerà di più per tutte le banche, ma le più colpite ovviamente sono quelle più deboli. (Roberta Amoruso, Il Messaggero).