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Mps, Santander interessata? Spagna nega, ma…

FIRENZE – Mps, Santander nega di essere interessata. Ma secondo fonti finanziarie il dossier relativo alla banca senese sarebbe sui tavoli spagnoli da qualche tempo. E sarebbe persino stata già fatta qualche proposta per anticipare le possibili mosse di un altro concorrente, questa volta francese.

Infatti anche Bnp Paribas avrebbe acceso il faro su Rocca Salimbeni. Voci che nella tarda serata di venerdì la banca spagnola ha smentito con una breve nota nella quale “nega” di essere interessata all’acquisto dell’istituto senese.

I rumors sull’interessamento di alcuni istituti stranieri, ma anche di Ubi, su Mps c’erano da qualche giorno. Poi quando il titolo, balzato in avanti alla vigilia, e rimasto venerdì in continua altalena (ha chiuso a 0,75 euro, +2,74%), ha avuto il primo crollo, il mercato ha iniziato a cercare le cause.

Consob ha fatto sapere di aver avviato da giorni accertamenti per ricostruire l’operatività in borsa su Mps e sugli altri titoli del settore bancario, come Carige, dove Malacalza Investimenti ha ribadito il suo ruolo di socio stabile negando di aver ridotto la propria quota.

Verifiche sarebbero in corso per chiarire il quadro e accertare se ci sono stati abusi di mercato, mentre a Roma il governo lavora ancora sulla bad bank leggera. Di questo si sarebbe parlato giovedì anche in un incontro tra ministero dell’Economia e Cassa depositi e prestiti che avrebbe però fatto molte resistenze.

Un anno fa la Bce aveva chiesto ai vertici di Mps di cercare un’aggregazione entro il mese di luglio 2015, un termine poi prorogato anche per le difficoltà trovate: nessuno si sarebbe fatto avanti nonostante il lavoro fatto in questo senso, come ha ricordato il presidente Massimo Tononi.

Di certo Francoforte non vedrebbe male un riavvicinamento degli spagnoli, o dei francesi, mentre al Mef preferirebbero la soluzione italiana. L’amministratore delegato Fabrizio Viola a borsa chiusa ha voluto ringraziare le istituzioni, governo in testa, per le parole dette in favore dell’istituto.

I rapporti tra Mps e Santander fanno parte della storia: risalgono alle frequentazioni che i due presidenti di allora, Giuseppe Mussari e Emilio Botin, ebbero nel 2007. Incontri che poi portarono all’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps e una plusvalenza di oltre 3 miliardi nelle casse degli spagnoli che avevano comprato Antonveneta solo 6 mesi prima.

Nel corso degli anni altre volte il nome del Santander è stato accostato al Monte, tra smentite e non. A Siena qualcuno vedeva questa possibilità come l’ennesima ‘beffa’ per la banca più antica che proprio con all’acquisizione di Antonveneta ha iniziato il periodo più nero della sua storia, fino alle difficoltà di questi giorni, passando per le inchieste a Siena e a Milano e i problemi lasciati in piazza del Campo a partire dalla Fondazione Mps che fino a pochi anni fa aveva il 51% delle azioni della banca e che oggi possiede l’1,5.