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Mutuo, salti 7 rate. Banca può togliere casa senza tribunale

ROMA – Se salti sette rate del mutuo sei a rischio casa, senza andare in tribunale. La banca con cui hai acceso il finanziamento, infatti, potrà espropriarla e rivenderla. E quanto prevede un “codicillo” (la Repubblica lo definisce così) di una direttiva europea sulla trasparenza dei contratti stipulati da banche e clienti. Nella norma, che l’Italia si appresta a recepire adattando la sua normativa europea, è infatti previsto uno strumentoche permette alle banche di diventare proprietarie delle case acquistate attraverso un mutuo da loro erogato, se il debitore salta 7 rate di pagamento. La norma consentirebbe alle banche di rivendere le case in questione e incassare quanto spetta loro senza passare dal Tribunale.

La questione, dal punto di vista normativo è complessa. A spiegarla, per Repubblica, è Raffaele Ricciardi:

Il nocciolo della questione sta nel nuovo articolo 120-quinquesdecies del Testo Unico Bancario, che disciplina i casi di “inadempimento del consumatore” evitando le procedure di esecuzione. La legge prevede che se il debitore salta il pagamento di sette rate del mutuo, il finanziatore può adottare le procedure per “gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti” e, tra queste, la banca e il sottoscrittore del mutuo possono inserire nel contratto la previsione che la casa ipotecata venga restituita alla banca, perché sia venduta, in caso si verifichino sette mancati pagamenti. In questo modo, la banca può rientrare del finanziamento, fatto salvo l’obbligo di restituire al consumatore l’incasso extra ricavato.

Come notano i tecnici della Camera, la ratio dovrebbe esser quella di snellire le procedure in caso di inadempimento del pagatore. Si sa che in Italia le escussioni immobiliari sono molto complesse e i tempi per realizzare un incasso da una casa pignorata sono di circa 7 anni. E’ uno dei fulcri del problema delle sofferenze delle banche. Con un simile procedimento, gli istituti potrebbero godere di una “garanzia” molto più forte per le loro erogazioni. Chi difende la norma, sottolinea come la vendita in tempi stretti sia un vantaggio anche per il debitore, che non vedrebbe il bene depauperarsi come avviene nel caso delle vendite giudiziarie e quindi avrebbe maggiori chances di incassare qualcosa.

La rabbia dei consumatori. La norma ha ovviamente scatenato proteste rabbiose sul web. Su Twitter è subito nato l’hashtag , #semitocchilaCasa. Tra i primi ad utilizzarlo Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle:

“Hanno già aggredito i nostri stipendi, i nostri posti di lavoro, i nostri risparmi. Adesso vogliono mettere le mani sulle nostre case. Renzi, #semitocchilaCasa degli italiani sarà un Vietnam dentro e fuori il Parlamento”

La protesta di Beppe Grillo: “E’ una follia”. “Mettere a rischio le case degli italiani è una follia! Riportiamo i partiti sulla terra”. Così Luigi Di Maio e Carla Ruocco tornano dal blog di Beppe Grillo sulla direttiva europea in via di recepimento in Italia, secondo la quale un “cittadino che ha un contratto di mutuo ipotecario con la banca e paga in ritardo per sette volte anche non consecutive la rata allora perde la casa, che entra automaticamente nelle disponibilità della banca”.    “La prima casa deve essere impignorabile, come chiesto dal MoVimento 5 Stelle con una proposta di legge, e il governo non può lasciare i cittadini in difficoltà in balia delle banche pronte a lasciare le famiglie per strada” affermano i due deputato ricordando che domani pomeriggio si voterà questo provvedimento in commissione Finanze alla Camera e che lanciano un appello: “Non permettere che passi anche questa sotto silenzio, fatti sentire con un messaggio su Twitter utilizzando l’hashtag #SeMiTocchiLaCasa”.


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