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Olio di palma: supermercati lo eliminano, produttori furiosi

ROMA – Olio di palma, la guerra: i supermercati lo eliminano, i produttori si arrabbiano. Le ultime campagne di sensibilizzazione contro l‘olio di palma, grasso vegetale saturo molto usato soprattutto nei prodotti da forno ed in particolare nei biscotti, è ormai demonizzato da gran parte dell’opinione pubblica, soprattutto dopo la pubblicazione di un rapporto dell‘Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sui possibili effetti nocivi sulla salute.

Così alcune catene di supermercati hanno deciso o stanno pensando di eliminare dai loro scaffali i prodotti che contengono olio di palma. Lo ha già fatto Coop, che ha deciso di far sparire 200 prodotti a marchio dell’azienda che contengono quell’ingrediente. Sta valutando di fare lo stesso Esselunga. Mentre Carrefour, Unes e Pam puntano sui prodotti che non lo contengono, ben evidenziati nei loro negozi.

Come ha spiegato Stefano Crippa, responsabile dell’area comunicazione e ricerche di Federdistribuzione (l’associazione che rappresenta la grande distribuzione organizzata) a Giuseppe Bottero su la Stampa, “Si cerca di andare incontro alle nuove sensibilità dei consumatori”, diventati molto più sensibili non soltanto ai temi relativi alla salute, ma anche all’impatto ambientale. E l’olio di palma è ritenuto da molti responsabile della deforestazione delle zone tropicali.

Sulle decisioni delle grande catene di distribuzione ha avuto un notevole impatto la campagna mediatica che è stata condotta contro l’olio di palma, che a sua volta ha portato ad un’altrettanto (se non più) ampia campagna di contro-informazione da parte delle aziende produttrici di olio di palma, che hanno acquistato intere pagine dei maggiori quotidiani per decantare le virtù di questo grasso vegetale saturo.

Ma ai produttori questo battage non piace, come a Marco Piccialuti, direttore dell’Aidepi (associazione degli industriali italiani della pasta e del dolce), che alla Stampa ha spiegato:

“Le catene sono libere di adottare le scelte che ritengono più opportune, troviamo meno opportuna la modalità con cui la scelta è stata adottata e comunicata. Sarebbe stato più corretto chiedere ai fornitori di eliminare progressivamente l’uso dell’olio di palma e poi darne comunicazione. Annunciare al grande pubblico, nei punti vendita e ai media, la propria decisione, genera preoccupazioni e scatena allarmismi ingiustificati”.

Di fatto, però, non è solo la pubblicità che si è fatta più insistente, ma anche i consumatori che sono diventati più attenti non solo alla qualità del cibo ma anche all‘impegno etico di chi lo produce. Del resto nei supermercati sono in aumento gli spazi dedicati a quelli che venivano considerato prodotti di nicchia, come quelli biologici o gluten free. I sondaggi dicono che un italiano su due è disposto a spendere un po’ di più pur di comprare prodotti sostenibili, i prodotti bio, pur in tempi di crisi, hanno fatto un balzo del 20% in un anno, secondo i dati Nielsen. Gli italiani stanno cambiando orientamento. E i supermercati ne stanno prendendo atto.


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