Blitz quotidiano
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Olio fuorilegge in 3 ristoranti italiani su 4

ROMA – In tre ristoranti italiani su quattro si utilizza olio fuorilegge. Questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti di Firenze nella Giornata nazionale dell’extravergine al Mandela Forum. L’indagine spiega che il 76% dei contenitori dell’olio non rispetta l’obbligo del tappo antirabbocco, che è entrato in vigore quasi 2 anni fa. Una mancanza che è sanzionabile: per chi non usa oliere con il tappo antirabbocco sono previste multe da mille a 8mila euro e la confisca del prodotto.

Il quotidiano Repubblica scrive che la Coldiretti lancia l’allarme per le oliere che sono fuori legge, poiché

“nel 33% dei casi sulla tavola al ristorante c’è un’oliera senza alcuna indicazione sul contenuto, nel 43% delle volte una bottiglia di olio con etichetta, ma con tappo che permette il rabbocco e solo nel 24% dei casi viene servita una bottiglia di olio con etichetta e tappo antirabbocco a norma di legge.

Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati – sottolinea la Coldiretti – in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta”.

Con l’aumento dei casi di contraffazione dell’olio, il pericolo diventa reale, continua Coldiretti. Basti pensare che solo nel 2015 i carabinieri del Nas hanno effettuato sequestri nel settore degli oli e grassi per 29,5 milioni di euro e segnalato 58 persone all’autorità giudiziaria :

“Tra le frodi più comuni – precisa la Coldiretti – ci sono la vendita di olio straniero come Made in Italy, ma diffuso è anche il confezionamento di olio di semi che viene adulterato e spacciato come extravergine, ma non mancano neppure gli inganni in etichetta con indicazioni false o ingannevoli che riguardano anche la ristorazione.

Preoccupa però anche la produzione crollata del 38% e scesa ad appena 298 milioni di chili, “un valore vicino ai minimi storici di sempre, con effetti inevitabili sui prezzi”. Anche a livello mondiale, per Coldiretti, “si prevede una storica carestia dei raccolti” causa il crollo della produzione anche in Grecia – meno 240 milioni di kg (-20%) – e in Tunisia – dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%). In linea con l’anno scorso invece la produzione della Spagna (1,4 mln di kg) che si conferma leader mondiale e in controtendenza la Turchia, + 33% per un totale di 190 milioni di chili. “Il risultato – spiega Coldiretti – è una previsione di produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili in calo del 9%, con prezzi che si prevedono in forte rialzo”. Con conseguenti effetti sul carrello della spesa. Coldiretti rileva che i prezzi alla borsa merci di Bari, “la più rappresentativa a livello nazionale”, sono in “significativo aumento con un balzo nell’ultima settimana del 14% per l’extravergine rispetto a inizio anno”.