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Olio italiano basterà solo per 6 mesi: scorte ridotte e la Cina ci invade il mercato

ROMA – Le scorte di olio italiano basteranno per appena sei mesi. L’olio d’oliva italiano subisce così le infestazioni di parassiti e il batterio Xylella, che hanno ridotto il raccolto. A lanciare l’allarme per la scarsità dell’olio d’oliva è la Coldiretti, che ha sottolineato come l’olio italiano sarà esaurito già entro i primi sei mesi del 2017 dato che la produzione è crollata del 38% in Italia. Intanto l’olio proveniente dalla Cina inizia a invadere il mercato. Nella provincia di Napoli sono stati sequestrati 200 litri di olio cinese con etichetta non Ue e privo dei controlli di certificazione e di provenienza.

Le stime produttive classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17, con la Puglia che si conferma essere la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trovala Calabria, con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino più basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura.

 

La Coldiretti ha così spiegato che la produzione è stata ridotta anche negli altri paesi. Si segnala il crollo della produzione in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) e in Tunisia attestata sui 110 milioni di chili (-21%), mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso. In controtendenza la Turchia, che brilla con +33% di produzione, per 190 milioni di chili. Si prevede dunque una produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili, in calo del 9%,con conseguenti tensioni sui prezzi.

Un altro olio però rischia di invadere le tavole italiane: quello cinese. Il sito di Tiscali riporta la notizia di un sequestro di 200 litri di olio nella provincia di Napoli:

“Si trattava di extravergine (o pseudo tale con le bottiglie che riportavano scritte in cinese e mancavano di ogni riferimento alla normativa europea sulla sicurezza alimentare ) cinese destinato a un ristorante della zona. Ed è questo che fa suonare il campanello d’allarme. Non per la quantità modica ma per il fatto che anche la Cina si sia messa a produrre olio che in grossi quantitativi potrebbe invadere  il nostro mercato mettendo in pericolo la nostra salute”.

 

Il problema, prosegue poi la Coldiretti, è che l’olio straniero venga venduto come italiano:

“Spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatoridovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente e attenzione anche al ristorante dove secondo l’indagine on line condotta dal sito www.coldiretti.it sono fuorilegge 3 contenitori di olio su 4 (76%) che usano vecchie oliere o non rispettano l’obbligo del tappo antirabbocco, entrato in vigore quasi 2 anni fa con la legge europea 2013 bis, approvata dal Parlamento e pubblicata sul supplemento n.83 della Gazzetta Ufficiale 261, che prevede anche sanzioni che vanno da 1 a 8mila euro e la confisca del prodotto”.

I danni per i coltivatori saranno ingenti, come spiega anche il vice presidente della Regione Campania dell’Associazione produttori di olio, Angelo Petolicchio, al quotidiano La Città di Salerno:

“«È uno dei rischi che si corrono in questi casi –avverte Petolicchio – e perciò bisogna sempre stare attenti e con gli occhi aperti». I consumatori, tuttavia, per tutelare i loro acquisti e avere garanzia di genuinità, possono sempre rivolgersi ai piccoli produttori. È questo il consiglio che dà Petolicchio, per non essere raggirati. «Il mio può apparire come un suggerimento interessato – sottolinea Petolicchio – ma non è così. Le aziende agricole, come quelle presenti nel nostro territorio, dove la maggior parte delle olive raccolte vengono trasformate direttamente, garantiscono la tipicità del prodotto». D’altronde nel Salernitano, una delle peculiarità, è proprio quella che le aziende agricole portano a  termine tutta la lavorazione, compresa l’imbottigliatura. «Il prezzo di vendita – fa sapere Petolicchio – va dai cinque ai sei euro al litro». Insomma, sotto questa soglia bisogna stare attenti e chiedersi se realmente l’olio che si sta acquistando è extravergine”.

Il consiglio della Coldiretti dunque è quella di fare molta attenzione nell’acquisto e di scegliere con cura l’olio, seguendo alcune considerazioni:

“Un olio extravergine di oliva (Evo) di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli Evo di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la nostra salute”.

 


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