Economia

Otto per mille alla Chiesa cattolica in caduta libera: in tre anni perse un milione di firme

Otto per mille alla Chiesa cattolica in caduta libera: in tre anni perse un milione di firme

Otto per mille alla Chiesa cattolica in caduta libera: in tre anni perse un milione di firme

ROMA – Otto per mille alla Chiesa cattolica in caduta libera: in tre anni perse un milione di firme. Otto per mille in calo per la Chiesa cattolica, con un gettito totale che nel 2017 scende sotto il miliardo di euro. Il che, nelle ripartizioni porta a imprimere qualche taglio ai finanziamenti per l’edilizia di culto, mentre, anche se di poco, si riesce a rafforzare l’impegno per la carità delle diocesi.

Le cifre si riferiscono alla dichiarazione dei redditi del 2014 (riferita al 2013) ma il meccanismo di calcolo misura una previsione stimata tre anni prima. Il dato però si accompagna a una sensibile diminuzione delle sottoscrizioni degli italiani all’otto per mille, un milione in meno in tre anni.

Nel 2016 (ultimi dati disponibili relativi ai redditi 2015) tra le 17 milioni e 443.907 scelte valide (il 60% dei contribuenti non fa nessuna scelta), quasi 14 milioni di contribuenti pari all’80% delle scelte valide ha voluto destinare il suo 8 per mille Irpef alla Chiesa cattolica. Ma nel 2014 erano 15 milioni e 181.000. Il calo è netto ed evidente, anche se poi – per effetto del meccanismo di conteggio che distribuisce in modo proporzionale anche le scelte non effettuate – l’effetto riduzione è meno drastico a livello di importi distribuiti.  (Giusy Franzese, Il Messaggero)

La 70/a assemblea generale della Cei, conclusasi oggi, ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la somma relativa all’8 per mille dell’Irpef assegnato alla Chiesa per il 2017 risulta pari ad 986.070.639,38 euro, determinati da 1.012.493.224,92 euro, a titolo di anticipo dell’anno 2017, e un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2014, negativo di euro 26.422.585,54.

L’anno scorso l’importo dell’8 per mille era stato invece superiore al miliardo, per l’esattezza pari a 1.018.842.000 di euro. Per la cifra di quest’anno, che è appunto di 986,07 milioni, considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio episcopale permanente, sono state approvate le seguenti assegnazioni: 361,07 milioni di euro vanno alle esigenze di culto e pastorale (156 milioni alle diocesi, 110 milioni all’edilizia di culto – 40 milioni a quella nuova, 70 milioni alla tutela dei beni culturali ecclesiastici – cioè 30 milioni in meno rispetto al 2016, 43,07 milioni al fondo per la catechesi e l’educazione cristiana con 5,8 milioni in meno, 13 milioni ai Tribunali ecclesiastici regionali, 39 milioni alle esigenze di rilievo nazionale con due milioni in meno); 275 milioni vanno agli interventi caritativi (150 milioni alle diocesi per la carità, comunque cinque milioni in più dell’anno scorso, 85 milioni al terzo mondo, 40 milioni alle esigenze di rilievo nazionale); 350 milioni vanno infine al sostentamento del clero, stessa cifra dell’anno passato.

I dati trasmessi dal Ministero dell’Economia nell’anno 2017 e relativi alle dichiarazioni dell’anno 2014 (redditi 2013) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari all’81,23 per cento. Va ricordato che il sistema prevede che l’anticipo dell’anno 2017 venga valutato sulla base delle scelte relative a tre anni prima. Richiesto di un commento nella sua prima conferenza stampa da presidente della Cei, il cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti ha glissato.

“A scuola andavo bene in tutte le materie fuorché in matematica – si è schermito -. Con questa premessa e non avendo grande esperienza delle cifre, lascio la risposta ai sottosegretari”. I suoi collaboratori hanno quindi spiegato che la cifra di quest’anno viene determinata dal “meccanismo solito”, risultando dall’anticipo che era stato assegnato meno il conguaglio risultante dalle denunce Irpef del 2014 sui redditi del 2013.

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