Economia

Outlet Serravalle aperto di Pasqua: azienda dispone, Cgil si oppone

Outlet Serravalle aperto di Pasqua: azienda dispone, Cgil si oppone

Outlet Serravalle aperto di Pasqua: azienda dispone, Cgil si oppone (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Outlet Serravalle Scrivia, due passi da Alessandria. Forse il più esteso, noto e frequentato outlet d’Italia e certamente uno dei più grandi d’Europa. Insomma una da shopping con la formula “vendi e intrattieni” che non c’è dubbio attiri i consumatori, All’outlet si va infatti per comprare sì, ma anche per guardare, mangiare, bere, giocare, semplicemente stare lì. Una macchina da shopping e da fatturato commerciale che i gestori, l’azienda che gestisce l’intero complesso degli spazi vendita, ristoro e accoglienza, vogliono sia aperta e in funzione anche la domenica di Pasqua e il giorno di Santo Stefano.

Contro il lavoro domenicale, contro i negozi aperti la domenica e nei festivi consacrati dalla Repubblica e dal Vaticano da tempo militano sia la Chiesa che la Cgil. Affiancati i vescovi, i parroci e i sindacalisti di quello che era il sindacato politicamente più a sinistra. I primi, i cattolici ma soprattutto la Chiesa istituzione, contro lo shopping domenicale e festivo perché insomma se non è peccato, di certo è vizio. Questione morale, durante le feste non si compra che comprare è attività eticamente infida secondo antico sospetto di clero. I secondi, i sindacalisti della Cgil, perché lavorare di domenica e nelle feste comandate è farsi sfruttare, sempre e comunque. E anche perché quel comprare è peccato è parte integrante anche se mai confessa del “cattocomunismo” italiano.

All’outlet di Serravalle pare ci sia qualcosa di più, e cioè l’azienda che ci marcia. Dicono quelli che si oppongono che i gestori non vogliono pagare fino in fondo e secondo contratto il lavoro domenicale. Pagarlo sì, ma “a chiamata”. Cioè solo a chi viene chiamato. E, peggio, pagarlo come lavoro saltuario, insomma a voucher. Se è vero, sul lavoro pagato a voucher l’azienda ci marcia fuori dal seminato. Sul pagato a chiamata, cioè solo a chi effettivamente lavora, se è vero non è l’azienda che ci marcia ma la Cgil. Con la richiesta al limite dell’irricevibile che il lavoro domenicale sia pagato a tutti, anche a chi non viene chiamato a lavorare quel giorno . Altrimenti il sindacato non dà il permesso. Insomma una tassa Cgil sul lavoro nei giorni di festa e non una retribuzione del lavoro festivo.

Cosa davvero vuole e difende lo dirà all’outlet Serravalle la Camusso in persona. Va lì ad organizzare la trattativa e la resistenza. Resistenza ad una furbata del padrone o resistenza nel pretendere una taglia/tassa che se non la paghi il sindacato blocca bottega?

To Top