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Partecipate: in arrivo nuovi tetti stipendi, divisi in 5 fasce

ROMA – Partecipate: in arrivo nuovi tetti stipendi, divisi in 5 fasce. C’è una scadenza per la definizione di nuovi tetti agli stipendi di amministratori, dirigenti e dipendenti delle partecipate pubbliche: dall’entrata in vigore del Testo Unico, attuativo della riforma Madia, potrà al massimo passare un mese. La versione del provvedimento, trasmessa alle Camere per l’ultimo giro di boa, aggiorna i termini, visto che è stata superata la data, il 30 aprile, indicata in precedenza (sin dalla scorsa legge di Stabilità).

Si tratta di dividere le società a controllo pubblico in fasce, fino a cinque, anche in base a criteri dimensionali, e per ciascuna sarà determinato un livello retributivo, fatto salvo il limite dei 240mila euro annui. Oggi già c’è una modulazione dei tetti in tre fasce, e per l’ultima il plafond è dimezzato (120mila euro). Ora, se si aggiungono altri paletti viene da pensare che si possa scendere ancora.

A definire il tutto sarà un decreto del ministero dell’Economia da adottare, qualora non sia già stato fatto, “entro trenta giorni” dall’entrata in vigore del Testo Unico sulle partecipate, che dovrebbe ricevere il via libera finale dal Consiglio dei ministri entro la pausa estiva. A settembre quindi occhi puntati sui nuovi massimi retributivi.

Stipendi partecipate Torino, Appendino avvia istruttoria. La Città di Torino avvierà una istruttoria con gli uffici competenti, “per conoscere lo stato delle cose e poi agire di conseguenza”. Lo afferma in una nota la sindaca di Torino, Chiara Appendino, in merito alle indagini della Guardia di Finanza, su delega della Corte dei Conti, sui compensi degli ex amministratori delegati delle partecipate Amiat e Gtt.

“Confidiamo nel lavoro della magistratura e degli inquirenti”, aggiunge la prima cittadina. “Gli ultimi fatti di cronaca, però, non ci lasciano indifferenti. Avvieremo quanto prima un’istruttoria con gli uffici competenti per conoscere lo stato delle cose e poi agiremo di conseguenza. Un segnale di rinnovamento e di discontinuità rispetto al passato riteniamo sia necessario”.