Economia

Pensioni: Ape social, proroga al 2019 e nuove categorie coinvolte

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Pensioni: le novità che il governo vuole sottoporre ai sindacati (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Pensioni, le ultime novità secondo quanto scrive l’Ansa: una proroga dell’Ape social al 2019 ed un allargamento delle categorie previste con l’aggiunta di lavoratori agricoli, marittimi pescatori e siderurgici; una proposta sulle pensioni future, quelle dei più giovani e l’equiparazione tra pubblico e privato della fiscalità per la previdenza integrativa. Sono queste, secondo fonti vicine al dossier, gli elementi che il governo dovrebbe mettere domani sul tavolo della trattativa sulle pensioni con i sindacati.

Elementi, già in parte emersi nei giorni scorsi e che indicherebbero un margine stretto per accogliere le richieste di Cgil, Cisl e Uil, che ,come è noto, comprendevano interventi più ampi su diversi fronti. Le parti si incontreranno due volte a palazzo Chigi, la prima per un tavolo tecnico, a cui poi seguirà un incontro tutto politico tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

L’intervento per la proroga al 2019 dell’Ape social con un ampliamento era stato configurato nei giorni scorsi dal Pd con tre emendamenti alla manovra e prevedeva, tra l’altro, di estendere la platea a chi, avendo maturato almeno 30 anni di contribuzione, si trova in stato di disoccupazione senza indennità da almeno 3 mesi, a seguito di licenziamento, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro.

Tutto da verificare il capitolo della previdenza futura per i giovani: negli incontri di questa estate si parlava, tra l’altro, della possibilità del riscatto gratuito degli anni dell’università, ed incentivi per la previdenza complementare. Sul nodo giovani, da Milano dove partecipava in videoconferenza ad un convegno il presidente dell’Inps Tito Boeri ha ricordato che “la mancanza di lavoro per i giovani è il vero rischio che corrono gli attuali pensionati e quelli che andranno in pensione nei prossimi anni”.

Per quanto riguarda invece il punto fondamentale del meccanismo di calcolo sulla speranza di vita alla quale è legato l’adeguamento dell’età pensionabile, gli interventi si sono delineati nei giorni scorsi durante gli incontri dei tavoli tecnici. L’intento del governo è un ammorbidimento con un calcolo basato su una media biennale in modo da tenere anche conto di eventuali cali delle aspettative di vita. Il sindacato riconosce la ‘buona volontà’ ma sostiene che non è abbastanza. “Ci auguriamo che nel tavolo con il presidente del consiglio vi siano delle novità che ci consentano di cambiare opinione, altrimenti saremo costretti a intensificare le iniziative di mobilitazione della nostra gente”, dice il segretario confederale della Cgil Ghiselli che non esclude uno sciopero. E sull’argomento torna anche Domenico Proietti dalla Uil che ribadisce la richiesta di “congelare l’adeguamento automatico e avviare un tavolo di studio che consideri le peculiarità dei singoli lavori, come previsto nel verbale siglato tra Governo e sindacati lo scorso 28 settembre 2016”.

Anche perchè – sostiene il sindacato – gli italiani in media in pensione ci stanno meno degli altri cittadini Ue: gli uomini italiani percepiscono l’assegno pensionistico per una media di 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea, all’ultimo posto tra le economie più avanzate della Ue e parecchio indietro in generale nella classifica della Ue a 28.

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