Blitz quotidiano
powered by aruba

Pensioni: 30 anni di contributi per anticipo gratis e agevolato, anche maestre

ROMA – Pensioni: 30 anni di contributi per anticipo gratis (maestre comprese). Per accedere all’Ape agevolata (l’anticipo pensionistico senza penalizzazioni), che entrerà in vigore dal 1° maggio 2017, bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. Lo ha riferito il segretario confederale Uil Domenico Proietti spiegando che su questi livelli minimi il sindacato sta ancora discutendo per cercare di abbassarli.

Camusso, Cgil: “Renzi si rimangia la parola”. “Il governo Renzi si rimangia la parola: 30 anni di contributi invece di 20 per Ape social. Gli antibiotici a Matteo Renzi non fanno effetto”. E’ quanto scrive la Cgil in un tweet, dopo l’incontro a Palazzo Chigi.

Pensioni anticipate: zero penalità fino a 1350 € per gli “agevolati”. L’anticipo pensionistico a costo zero, cioè senza penalizzazioni, riguarderà gli importi fino a 1300/1350 euro lordi (1000/1100 euro netti), quella sarà la soglia oltre al quale sulle quote eccedenti scatteranno le penalizzazioni in ragione proporzionale. Anticipo pensionistico gratuito che vale solo per le categorie cosiddette agevolate: e cioè i disoccupati che hanno terminato gli ammortizzatori sociali, gli invalidi, i lavoratori con disabili a carico e quelli che rientrano nelle categorie del lavoro “gravoso” (platea, quest’ultima, suscettibile di estensione in sede di trattativa con i sindacati).

 

Maestre comprese. Nelle categorie di attività faticose tra le quali sarà possibile l’accesso all’Ape Sociale c’è anche quella delle maestre per l’infanzia. Non è ancora chiaro per quanti anni bisognerà aver effettuato l’attività faticosa ma è probabile che il criterio sia quello del lavoro usurante, ovvero almeno metà dell’attività lavorativa o sette anni negli ultimi 10 anni di lavoro.

Precoci. Potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi i lavoratori precoci, ovvero quelli che hanno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni se disoccupati o se parte delle categorie previste per l’Ape social (lavoratori edili, maestre d’infanzia, alcune categorie di infermieri, etc). Domenico Proietti ha spiegato che è “importante che sia passato il principio che con 41 anni di contributi si possa andare in pensione”.

In pratica i lavoratori precoci possono andare quindi in pensione con 41 anni di contributi, prima di aver raggiunto i 63 anni di età, limite previsto per l’accesso all’Ape agevolata. Il governo – ha aggiunto Proietti – ha anche confermato l’intenzione di togliere la penalizzazione (che sarebbe dovuta tornare nel 2019) per chi va in pensione prima dei 62 anni.