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Pensioni, 80 € alle minime. Renzi-sindacati: buona la prima

ROMA – Pensioni, 80 € alle minime. Renzi-sindacati: buona la prima. Sul tema pensioni è stato avviato il confronto con Cgil, Cisl e Uil che al ministero di via Veneto hanno incontrato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini. Si è trattato di un primo incontro per definire “l’agenda”, a cui ne seguiranno altri due, in tempi brevi, per affrontare nel merito “i due grandi capitoli”: la previdenza e il lavoro. La riunione si è svolta “in un clima molto positivo” e ha raccolto “la disponibilità reciproca” ad andare avanti, come sottolineato da Poletti al termine dell’incontro

Più soldi alle pensioni minime. Nel cantiere pensioni anche le minime. Il governo oltre a lavorare sull’anticipo pensionistico per dare la possibilità di uscire prima rispetto ai requisiti della legge Fornero, “rinunciando a qualcosa”, sta valutando “interventi sulle pensioni minime”, che sono “troppo basse”. A indicarlo è lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo l’incontro dei sindacati al ministero del Lavoro e confermando che rispetto all’Ape “i tempi sono quelli della legge di stabilità, cioè i prossimi 3-4 mesi”. Oggi i trattamenti minimi si aggirano sui 500 euro al mese. In ballo c’è anche l’ipotesi dell’estensione degli 80 euro.

Riscatto laurea light. Sul tappeto, poi, ci sarebbe anche l’ipotesi di un intervento per rendere meno oneroso il riscatto della laurea. L’ipotesi, che trova qualche conferma, avrebbe il pregio di consentire un accorciamento dei tempi per andare in pensione ma ovviamente con minori contributi versati e quindi con una riduzione dell’assegno mensile.

Non chiamatela concertazione, ma… Prima novità importante: Governo e sindacati riprendono un filo interrotto, se non di concertazione si deve parlare, si segnala almeno una promettente svolta nelle relazioni. Sull’incontro con la delegazione del governo, Susanna Camusso della Cgil non nasconde l’apprezzamento per il cambio di clima, anche se non sono stati affrontati i nodi nel merito e andrà verificato che non si tratti di una mossa distensiva a soli fini elettorali. E’ un confronto che si apre “dopo lungo tempo. Non è una novità da poco”, ha ammesso Camusso. Cifre e percentuali saranno messe sul tavolo nei prossimi incontri, ma la road map ha un orizzonte e una scadenza certi, la prossima legge di stabilità.

Nei prossimi incontri “di merito misureremo anche se il confronto si traduce in una effettiva disponibilità a costruire soluzioni o si limita all’ascolto”, aggiunge. “Dal punto di vista del metodo abbiamo iniziato col piede giusto. Vedremo se sarà così anche nel merito”, afferma sulla stessa linea il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Parla di “giornata positiva” il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, auspicando che “segni davvero un cambio di passo nel rapporto tra governo e sindacati”.

L’intenzione, spiega Poletti, è di arrivare “laddove possibile a soluzioni condivise”; obiettivo che “non modifica le responsabilità” di ciascuno e quella del governo “è di prendere decisioni”, ribadisce il ministro del Lavoro. Mentre il premier parla di concertazione dicendo che va bene ma “non pensiamo che sia la coperta di Linus della quale non si può fare a meno. Se c’è siamo più contenti e se si possono fare gli accordi noi siamo qui”.

Sul capitolo previdenza, inoltre, Renzi torna ad assicurare che “non ci sono ipotesi di interventi sulle pensioni di reversibilità”, mentre in tema di lavoro ribadisce l’intenzione di “rendere stabile la riduzione del cuneo fiscale”.