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Pensioni a 63 anni e qualche euro di pensione in più. Dice la legge…

ROMA – Pensioni a 63 anni invece che a 66 anni e sette mesi. Dice la legge che si può, si potrà per l’esattezza dal primo maggio 2017. E’ l’anticipo pensionistico, detto Ape, insomma la pensione prima di quanto diceva la legge Fornero. Ora la legge di Bilancio dice che se hai 63 anni e almeno 20 anni di contributi previdenziali versati in pensione ci puoi andare.

Però la pensione anticipata costa, dice la legge. La paghi in venti anni. Per venti anni paghi una rata pari a circa il 4,5/4,6 per cento della pensione annua. Quindi puoi provare a farti conti e a vedere se ti conviene. Incassi 39 mensilità di pensione prima del tempo (13 per anno) e restituisci il 4,5 per cento della pensione per venti anni. Se conviene o no dipende dalla valutazione di ciascuno, dalla sua possibile pensione, dal reddito familiare complessivo, dalle scelte di vita, non esiste un calcolo buono per tutti.

Però, dice la legge, la pensione anticipata è gratis se la pensione che arrivi a prendere è sotto i 1.500 euro lordi. Gratis se hai 30 anni di contributi e sei disoccupato, oppure disabile, oppure hai parenti di primo grado disabili da curare.

Gratis la pensione anticipata con però 36 anni di contributi se maestra d’asilo, operaio edile, infermiere (non tutti), macchinista, autista di mezzi pesanti. Dice la legge.

Dice anche che per le pensioni basse c’è qualche euro in più nel 2017. La no tax area sale per in pensionati a 8.125 euro. E le pensioni basse vedono la cosiddetta quattordicesima aumentare da un minimo di 336 a un massimo di 504 euro annui.

Quel che la legge non dice è se siano approvati dal governo i cosiddetti “contributi di solidarietà” cioè i prelievi forzosi sulle pensioni in essere sopra un certo importo che alcuni, in particolare l’Inpgi, vogliono esigere dal 2017. Anzi, qualcosa indirettamente il governo la dice con la sua legge sui “contributi di solidarietà”.

I governi in carica negli ultimi tre anni li hanno applicati. Ma non li applicano più, non ricorrono più al “contributo di solidarietà”. Perché tre anni di prelievo secondo il governo bastano. Oltre diventa super tassa, altro che contributo. Una pensione la si può percepire diciamo per 20 anni, se la decurti per tre anni e poi per altri tre come si prospetta allora è il 30 per cento della sua durata ad essere decurtato. Il governo non se l’è sentita di farlo, al governo è apparso un troppo che stroppia. Dice poco o niente sui contribui di solidarietà la legge ma almeno questo lo dice: da nuovi “contributi di solidarietà” si chiama fuori, per prudenza e pudore.