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Pensioni: a Londra si andrà a 75 anni

ROMA – Pensioni: a Londra si andrà a 75 anni. Per le giovani generazioni del Regno Unito il raggiungimento dell’età pensionabile potrebbe essere un miraggio. Il Governo Cameron sta studiando una riforma delle pensioni in cui al primo posto c’è l’innalzamento dell’età pensionabile: perché il sistema previdenziale continui a essere sostenibile nel 2028 il ritiro dal lavoro dovrà avvenire a 75 anni.

La misura riguarderebbe coloro che attualmente si trovano sotto i 55 anni di età. Oggi le regole attuariali che legano assegno pensionistico e aspettativa di vita fissano l’uscita dal lavoro per uomini e donne a 67 anni nel 2028. Oggi l’aspettativa di vita nel Regno Unito è di 78 anni e 8 mesi per gli uomini, e 82 anni e 7 mesi per le donne.

Lo studio del Governo si propone l’obiettivo di raccomandare un ulteriore innalzamento per avere la certezza che le pensioni pubbliche siano “sostenibili per le future generazioni”.

Il fatto che queste parole siano state pronunciate da Ros Altmann, sottosegretario al Welfare, ha scatenato le prevedibili reazioni allarmate. “Bomba pensioni” ha titolato il Daily Mirror, “I giovani britannici hanno davanti a sé la prospettiva di lavorare fino alla morte” denuncia il Sun. A tutto questo si aggiunga la preoccupazione per la sorte dei lavoratori a fine carriera dopo la recente riforma che consente loro di gestire autonomamente i loro contributi. Uno studio del Labour (ne riferisce La Stampa) segnala il pericolo che una volta usciti dal lavoro avranno pensioni da fame.

Secondo lo studio, i contributi ai fondi pensione dovrebbero raggiungere il 15% del salario per assicurarsi almeno una pensione decente, quasi il doppio e in alcuni casi il triplo di quanto i lavoratori versano oggi in media. Lo studio del Labour, 588 pagine, è il risultato di due anni di lavoro: è stato lanciato all’indomani della riforma del sistema previdenziale che ha consentito ai lavoratori la libertà di gestione dei propri contributi.

Secondo il Labour, la riforma dei Tory ha esposto i lavoratori a rischi che prima non correvano e le offerte alternative lasciano “seri punti interrogativi”. Al punto che senza una riforma nel futuro si tornerà a lavorare “until you drop” – fino alla morte. (Alessandra Rizzo, La Stampa)