Blitz quotidiano
powered by aruba

Pensioni anticipate, le tre opzioni Ape: volontaria, concordata, sociale

ROMA – Pensioni anticipate, le tre opzioni Ape: volontaria, concordata, sociale. Fino a tre anni e 7 mesi di anticipo sui requisiti standard della Riforma Fornero: tanto vale lo sconto in termini di anni rispetto ai 66 anni e 7 mesi della pensione di vecchiaia. Riguarda i nati dal ’51 al ’53 nel 2017, i nati dal ’52 al ’55 nel 2018. Vale per tutti, con prestito bancario assicurato e rimborso ventennale che scatta con la pensione ordinaria. Non per tutti però l’onere sarà a suo personale carico.

Con Il Sole 24 Ore, possiamo distinguere tre opzioni. La volontaria (il lavoratore finanzierà da sé l’anticipo), la concordata nei casi di crisi e ristrutturazione aziendale (anticipo a carico dell’azienda), social (per i disoccupati con onere fiscalizzato a carico dello Stato).

Opzione volontaria. L’onere per il lavoratore vale il 5/6% per ogni anno di anticipo. Onere che, comprendendo i 3 anni e 7 mesi pieni, interessi sulle rate e premio assicurativo, può arrivare al 20/25%.

Opzione concordata. Nel caso di stato di crisi e ristrutturazione aziendale può essere conveniente per lavoratori e datori concordare l’anticipo. Gli oneri del rimborso saranno a carico dell’azienda. La portata dello sforzo finanziario necessario dipenderà dal numero di accordi.

Opzione social. Riguarda quei lavoratori disoccupati che hanno perso il lavoro in vista del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Davide Colombo sul Sole 24 Ore illustra modalità e lavoratori interessati dalla misura.

Infine l’Ape social, riservata ai disoccupati senza più ammortizzatori, con carichi familiari o reddito basso e a lavoratori che non rientrano negli elenchi delle attività usuranti ma che sono considerati meritevoli (si parla di operai edili, infermieri, forse le maestre d’asilo). In questo caso l’onere dell’anticipo è fiscalizzato e a carico dello Stato (costo ipotizzato 5-600 milioni l’anno per vent’anni) per chi avrà un assegno pensionistico a regime inferiore ai 1.300-1.400 euro lordi mentre per chi sta sopra quella soglia dovrà subire un prelievo con decalage a seconda del reddito. Sui meritevoli non usuranti invece l’onere del rimborso sarà abbattuto, visto che si tratterebbe di lavoratori con almeno 62 anni e 36 di contributi (contro i 20 minimi di tutti gli altri). (Davide Colombo, Sole 24 Ore)