Economia

Pensioni anticipate social: prima i disoccupati, poi i disabili. Coperta Ape corta

Pensioni anticipate social: prima i disoccupati, poi i disabili. Coperta Ape corta

Pensioni anticipate social: prima i disoccupati, poi i disabili. Coperta Ape corta

ROMA – Pensioni anticipate social: prima i disoccupati, poi i disabili. Coperta Ape corta. La pensione anticipata gratuita, la versione social del prestito per consentire l’uscita anticipata dal lavoro per chi è vicino al ritiro, è finanziata con 300 milioni di euro per il 2017: il problema è che sono attese 35mila domande e, a spanne e considerando l’assegno mensile di 1500 euro a carico dell Stato, non basta per tutti.

Si impone, adesso che l’Ape social sta per essere normata definitivamente con i decreti attuativi, una graduatoria, una selezione tra i destinatari con i requisiti in regola, e cioè disoccupati, disabili, chi svolge lavori usuranti da almeno sei anni, maestre d’asilo e altre categorie inserite nel decreto. L’orientamento è quello di dare priorità ai disoccupati, perché sono quelli che resterebbero, senza Ape, sprovvisti di qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale.

I disoccupati prima dei disabili. Giusto così? Il criterio ha la sua logica: la legge di Bilancio dell’anno scorso specifica che per avere diritto all’assegno a carico dello Stato i disoccupati non solo devono essere senza lavoro e avere, anche loro, almeno 30 anni di contributi. Ma devono essere anche, almeno da tre mesi, senza ammortizzatori sociali. Senza stipendio, senza pensione e senza nemmeno quello che resta della cassa integrazione. Una differenza non da poco visto che le altre categorie sociali deboli che hanno diritto all’Ape social, pure in difficoltà, hanno ancora un’entrata per arrivare a fine mese. Il criterio di precedenza potrà essere anche discusso, forse anche discutibile. Ma dovendo scegliere era difficile fare diversamente. (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)

 

 

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