Blitz quotidiano
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Pensioni: anticipo (Ape) e precoci in manovra, povere dopo

ROMA – Pensioni: anticipo (Ape) e precoci in manovra, povere dopo. Un pacchetto pesante, quello delle pensioni, che per questo potrebbe venir attuato in 2 tempi: cioè a due velocità, con alcune misure inserite da subito nella prossima legge di stabilità, le altre l’anno prossimo.

Circa 700 milioni costerebbe il cosiddetto prestito pensionistico (Ape) che consentirebbe di lasciare il lavoro con 3 anni e 7 mesi di anticipo. Di circa 500 milioni è il peso del ricongiungimento delle diverse gestioni previdenziali.

C’è poi il nodo usuranti e ‘precoci’ (coloro che hanno iniziato a lavorare fra i 14 ed i 18 anni), il cui ‘scivolo’ potrebbe costare oltre 1,5 miliardi: le persone che hanno iniziato a lavorare in età molto giovane, tra i 14 e i 18 anni, per i quali è allo studio un bonus contributivo di tre o quattro mesi l’anno per il lavoro svolto in età minorile.

Poi c’è l’innalzamento delle ‘minime’. Due le ipotesi allo studio: allargamento della platea di chi riceve la quattordicesima (oggi 1,2 milioni), che varrebbe circa 800 milioni; e l’estensione della no tax area valida per i lavoratori (8.000 euro) anche ai pensionati. Sono in ballo inoltre 500 milioni da destinare alla lotta alla povertà.