Economia

Pensioni. Ape social, i rilievi del Consiglio di Stato: anticipo già dal 1° maggio, soglia 8mila euro…

Pensioni. Ape social, i rilievi del Consiglio di Stato: anticipo già dal 1° maggio, soglia 8mila euro...

Pensioni. Ape social, i rilievi del Consiglio di Stato: anticipo già dal 1° maggio, soglia 8mila euro…

ROMA – Pensioni. Ape social, i rilievi del Consiglio di Stato: anticipo già dal 1° maggio, soglia 8mila euro… Non sono solo Cgil e sindacati a criticare il pesante ritardo nell’iter di approvazione dei decreti in materia di Ape sociale e lavoratori precoci. Anche il Consiglio di Stato invita il governo a far presto e soprattutto non penalizzare i candidati all’anticipo per i suoi ritardi.

Termini “irragionevolmente brevi”. Secondo i giudici amministrativi, visto che il regolamento arriverà in ritardo rispetto alla tabella di marcia, il governo deve comunque consentire ai lavoratori che hanno i requisiti di beneficiare del pensionamento anticipato già a partire dall’1 maggio. Il Consiglio di Stato suggerisce “di valutare l’opportunità di prevedere un termine più ampio, che potrebbe essere fissato (almeno) al 31 luglio 2017”.

Questo perché l’attuale termine del 30 giugno per la presentazione della domanda da parte dei soggetti che si trovano o verranno a trovarsi entro la fine dell’anno 2017 nelle condizioni per l’accesso all’Ape social,è da considerarsi “irragionevolmente breve”.

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8.500 euro? Restituire solo i 500 euro eccedenti la soglia e non tutta l’Ape. Inoltre l’incompatibilità con redditi superiori a 8mila euro l’anno dovrebbe comportare solo l’obbligo di restituire le somme che superano la soglia: per capirci, chi percepisce 8.500 all’anno a titolo di lavoro dipendente dovrà restituire solo i 500 euro eccedenti la soglia di 8mila e non l’intera Ape percepita  la scia intendere il comma 183 dell’articolo 8 del regolamento.

I rilievi del Consiglio di Stato. “Il costante monitoraggio delle domande per verificare il corretto ed effettivo utilizzo delle risorse di bilancio stanziate”, nonché aver dispensato “i richiedenti dall’adempimento di oneri formali non strettamente giustificati e dall’osservanza di termini troppo gravosi, senza per questo trascurare la necessità che sia assicurato un controllo serio sull’effettivo possesso dei requisiti” sono le osservazioni principali contenute in due pareri del Consiglio di Stato sui provvedimenti adottati dal Governo in materia di APE sociale e di accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e inseriti nella legge di bilancio 2017.

I regolamenti – scrivono i magistrati amministrativi – “danno attuazione a recenti misure legislative, attese da tempo e di forte impatto sociale, concernenti, in un caso, il riconoscimento in via sperimentale per talune categorie di lavoratori di una particolare indennità sino al raggiungimento dell’età anagrafica richiesta per la pensione di vecchiaia; e, nell’altro caso, mediante la riduzione del requisito contributivo, l’anticipazione a regime della pensione per i lavoratori cosiddetti”.

In questo modo, viene spiegato, “ricevono tutela lavoratori disoccupati o inoccupati, disabili ovvero adibiti a mansioni usuranti o particolarmente gravose e, al tempo stesso, si favorisce la possibilità di un turn over, con effetti positivi anche sul piano della crescita occupazionale”. Per questo punti qualificanti dei pareri, resi in tempi strettissimi dal Consiglio di Stato (richiesti il 19 e il 21 aprile) sono la definizione di modalità, anche procedurali, in grado di assicurare l’immediata operatività di tali misure e il rispetto del termine di legge del 1 maggio 2017, a tutela dei diritti dei destinatari.

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