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Pensioni. Boeri (Inps) fuori controllo: “La mia riforma costava meno”

ROMA – Pensioni.  Tito Boeri (Inps) fuori controllo contro il Governo: “La mia riforma costava meno”.

Rivelandosi una scelta un po’ incauta da parte del Governo, confermando la fallacia del mito che un buon professore può essere un buon gestore, da qualche tempo Boeri ha rivelato una vena demagogica che lo ha messo in aperto contrasto con chi lo ha messo a capo del gigante Inps, arrivando a scontrarsi pubblicamente col suo ministro di riferimento, Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

L’ultima sparata riguarda la manovra sulle pensioni, che è positiva nella parte in cui elimina le ricongiunzioni onerose fra casse previdenziali diverse e per la “flessibilità in uscita”, ma fino a un certo punto: bisogna stare “attenti a non aumentare gli oneri sulle generazioni future”. Questo il giudizio, in un’intervista al Corriere della Sera, del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che si dice anche preoccupato dalla sanatoria su penali e interessi per i possibili “effetti sulla raccolta contributiva.

Con operazioni di questi tipo c’è sempre il rischio di dare segnali di lassismo, non vorrei si indebolisse la campagna fatta per contrastare l’evasione”. “Secondo le nostre stime – osserva – Boeri -, ciò che oggi è scritto nella legge di bilancio, gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull’Ape social, aumenta il debito pensionistico di circa 20 miliardi. Poi ci sono i costi legati all’estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d’imposta per chi chiede l’Ape di mercato. E varie altre questioni aperte, che possono generare ulteriori spese”.

Inoltre, “non è detto che dopo il 2018 sarà facile interrompere l’Ape social” e “se questo strumento venisse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, calcoliamo che ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più”. Invece, afferma, “le nostre proposte riducevano il debito pensionistico ed era anche prevista una riduzione parziale di certe pensioni attuali. Abbassavamo così il debito pensionistico di circa il 4% del prodotto interno lordo”.

Già il 18 ottobre Tito Boeri si era lanciato in una invettiva contro Renzi, affermando che sulla riscossione delle imposte “dare un segnale di lassismo sarebbe pericoloso, bisogna evitare di premiare l’evasore”, e serve un passaggio “il piu’ rapido e incisivo possibile tra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate”.

Tito Boeri nell’occasione commentava la decisione del governo di abolire Equitalia:

“Noi abbiamo fatto una battaglia senza quartiere nel nome della deterrenza sui contributi non pagati, ora temo che la rottamazione delle cartelle di Equitalia possa avere effetti negativi sulla compliance. Servono accorgimenti per evitare in tutti i modi di premiare l’evasore, mi chiedo ad esempio perche’ portare nel provvedimento i contributi e non solo i tributi, che sono piu’ facilmente esigibili. Bisogna concentrarsi inoltre sull’evasione piu’ che l’omissione”. Per Boeri c’è bisogno di misure “che rafforzino e rendano piu’ efficace l’attivita’ di riscossione, se no ci sara’ un calo molto forte. C’è bisogno di una macchina efficiente, il passaggio tra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate deve avvenire senza interruzioni, nel modo più rapido e incisivo possibile”.