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Pensioni, Boeri: “Andarci 3 anni prima, cambiare la Fornero”

ROMA – La proposta dell’Inps sulla flessibilità delle pensioni prevede una uscita anticipata “fino a 3 anni, con delle riduzioni che sono all’incirca il 3% in meno per ogni anno di anticipo”. Lo ha ricordato il presidente dell’Inps Tito Boeri ospite del Corriere.it, sottolineando che si perderebbe sull’assegno “all’incirca al massimo il 9%, se si va in pensione 3 anni prima”.

Tito Boeri ha ribadito che se il governo ha intenzione di intervenire “vale la pena farlo adesso” ed è tornato anche sulle parole del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (all’Inps spettano le proposte, al governo le decisioni, ndr): “Quando un governo decide è un fatto molto positivo”, ha detto, osservando peraltro che il ministro “ha detto anche che noi possiamo fare proposte, una cosa non ovvia, visto che più di una volta persone ci hanno detto che non possiamo farle”.

Governo decida subito. “Se il governo intende riformare le pensioni, è bene che lo faccia adesso. Il blocco delle pensioni ha avuto effetti sulle assunzioni dei giovani molto forti. Guardando due campioni di imprese, nel primo tipo di imprese, dove c’erano lavoratori bloccati, le assunzioni dei giovani sono state molto di meno che nell’altro gruppo. Abbiamo bisogno di intervenire adesso sul blocco”, dice Boeri.

Problema con Ue sui costi? Solo vantaggi nel lungo periodo.”Il problema che abbiamo con le regole europee – sostiene il presidente dell’Inps – è che dando flessibilità in uscita ci sarebbero più persone che percepiscono pensioni in un determinato anno: ma poi il divario si appianerebbe. Il primo passo sarebbe farsi certificare dall’Ue che nel lungo periodo questa proposta non avrebbe effetti sui conti pubblici italiani. Capire quali proposte sono neutre e quali invece hanno effetti sui conti, potrebbe aiutarci a capire quali potrebbero passare al vaglio delle istituzioni europee”. ha concluso Boeri.