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Pensioni: buste arancioni, come funzionano? Tutte le risposte

ROMA – Pensioni, tra pochi giorni gli italiani riceveranno le busta arancioni con sopra la scritta “la mia pensione” e tutte le coordinate previdenziali: l’età di pensionamento, la stima dell’assegno, l’estratto conto, il rapporto con l’ultima retribuzione e l’invito a munirsi del Pin unico per accadere al servizio online. Ma ci sono alcuni punti di questa novità decisa dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che non sono chiari: quale sarà il tasso di sostituzione?  Chi rischia brutte sorprese? E perché l’Inps ha adottato questo strumento?

A queste ed altre domande ha risposto Sandra Riccio su La Stampa, che ha ricordato come prima di tutti la busta arancione arriverà ai sette milioni di lavoratori del settore privato che non hanno mai usato il portale dell’Inps “La mia pensione”, dove i dati della busta arancione sono già disponibili.

Poi, nel corso del 2016, la busta arancione sarà inviata anche ai dipendenti pubblici e poi a tutti gli altri lavoratori. Ecco i quesiti a cui ha dato risposto Riccio su La Stampa.

  • Cosa conterrà? Semplice e immediata, indicherà la data di accesso alla pensione, l’importo della pensione che riceverà il lavoratore il famoso tasso di sostituzione, vale a dire quanto ci mancherà, in percentuale, nella pensione, rispetto all’ultimo stipendio.

  • Quale sarà il tasso di sostituzione? Per alcuni il livello potrebbe risultare anche al di sotto del 50%. E’ il caso per esempio di chi ha stipendi bassi e ha versato contributi a singhiozzo. In realtà i calcoli contenuti nella busta arancione sono legati anche ad alcune variabili come la crescita dell’economia italiana e l’inflazione: insomma non possono essere precisi al centesimo.

  • Chi rischia brutte sorprese? E’ chiaro che, come già anticipato da Tito Boeri qualche mese fa, a rischiare di più saranno i più giovani che potrebbero trovarsi un giorno con pensioni da fame perché iniziano a lavorare molto più tardi rispetto ai loro genitori e perché, tante volte, si devono adattare a lavori saltuari. Vale lo stesso per le donne che molte volte interrompono il lavoro (e quindi i versamenti) per lunghe pause dovute alla maternità.

  • Perché l’Inps ha adottato questo strumento? La busta arancione avrà l’effetto di renderci tutti più consapevoli sul futuro pensionistico che ci aspetta: l’obiettivo dell’Inps è mettere a disposizione uno strumento per programmare – almeno per quanto è possibile – il loro futuro. Nel caso di un tasso di sostituzione molto basso rispetto alle nostre aspettative occorrerà correre ai ripari, per esempio e potendo, con il versamento regolare di quote anche in un fondo pensione integrativo oppure con la costruzione di un piano di risparmio personalizzato, magari fai-da-te.


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