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Pensioni, Camusso: “Regalo Renzi a banche e assicurazioni”

ROMA – Pensioni, Camusso: “Regalo Renzi a banche e assicurazioni”. “Speriamo che quest’Ape non si riveli una vespa fastidiosa”. Con una battuta Susanna Camusso, segretario della Cgil commenta – in un’intervista al Corriere della Sera – il nuovo assegno pensionistico per chi si ritira prima dal lavoro.

Susanna Camusso dimentica un paio di dettagli: le pensioni d’oro dei sindacalisti e la parte che nel grande affare delle pensioni integrative hanno avuto i sindacati da un Berlusconi spaventato dalle stesse accuse che ha mosso oggi la stessa Camusso.

Secondo Susanna Camusso, anche il Governo Renzi, come le destre europee, è contro i diritti del lavoro. Ora tocca alle pensioni, dopo che Renzi ha annunciato la proposta sull’anticipo pensionistico (Ape): a parte la “straordinaria novità” dell’avvio di un confronto con le parti sociali, anche qui, sulla flessibilità in uscita versione Renzi, Camusso contesta alla radice impianto e metodo. Il bersaglio è sempre la riforma Fornero in sé, non una sua eventuale manutenzione.

Nell’intervista al Corriere della Sera elenca i punti critici: non va bene che l’anticipo sia temporaneo e circoscritto alle sole classi ’51, ’52, ’53, non sono giuste le penalizzazioni, il prestito-ponte è un “regalo” del premier a banche e assicurazioni, un taglio delle pensioni più ricche è eticamente auspicabile.

«Speriamo che quest’Ape non si riveli una vespa fastidiosa — sorride il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel suo ufficio al quarto piano di Corso Italia — […] Cosa serve invece? «La flessibilità in uscita senza penalizzazioni dai 62 anni e un’articolazione delle età di pensionamento che tenga conto del lavoro svolto. In Germania, tanto per stare al modello tedesco, non esiste che gli operai vadano in pensione a 67 anni. Escono tutti prima».

Perché non dovrebbero esserci le penalizzazioni? «Perché sono già contenute nel sistema contributivo pro rata. Invece, nell’Ape c’è una doppia penalizzazione: il taglio permanente della pensione e l’assegno anticipato sotto forma di prestito. Un regalo a banche e assicurazioni» […]

«Una parte delle risorse si possano trovare nel sistema, per esempio con un contributo sulle pensioni più alte». Frutterebbe molto poco. «Sarebbe una misura eticamente giusta. Penalizzare magari del 12% pensioni da mille euro va bene e invece chiedere un contributo redistributivo su quelle da 3mila no?» (Enrico Marro, Corriere della Sera)