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Pensioni donne più povere: 5 consigli per rimpolpare l’assegno

ROMA – Pensioni donne più povere: 5 consigli per rimpolpare l’assegno. Con la riforma Fornero e il passaggio al sistema contributivo per calcolare l’assegno previdenziale, le pensioni delle donne saranno ancora più penalizzate rispetto agli uomini (oggi il gap è già al 36% in favore dei maschi). Come fare per rimpolpare l’assegno ed evitare che bassi stipendi, buchi contributivi (magari perché impegnate a occuparsi della cura dei familiari), contratti precari si mangino ancor di più quel tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra quanto prendi e quanto prenderai, sempre più magro?

Su La Stampa Sandra Riccio ha ascoltato il parere di esperti qualificati che concordano su un punto: le donne devono provvedere a un fondo complementare per rimpinguare l’assegno finale, e lo devono fare il prima possibile. 5 i consigli utili.

1) Pensione di scorta. Si tratta di mettere da parte soldi in più per domani quando ancora si lavora oggi. Si può farlo utilizzando fondi pensione complementari, le assicurazioni, il Tfr, modelli alternativi fai da te. Il principio è quello della formica.

2) Pensa alla pensione appena inizi a lavorare. Pensare al domani va fatto subito, è un errore aspettare. “Meglio se questo passo viene fatto appena messo piede nel mondo del lavoro”, dice Giuseppe Romano, capo ufficio studi di Consultique. La ragione è semplice: se vuoi una pensione dignitosa e guadagni poco devi versare contrivuti per più tempo.

3) Non delegare la questione a tuo marito. “Delegare a terzi senza informarsi è un errore comune che può portare a conseguenze importanti, soprattutto se la delega è data a persone che non hanno esperienza per orientarsi nelle scelte di natura finanziaria o previdenziali – dice Dario Moltrasio, Head of Bank Distribution di Zurich in Italia -. Se c’è delega va affidata a consulenti in grado di guidarci nelle scelte di pianificazione finanziaria e previdenziale e di aggiornare le stesse nel tempo”.

4) Guarda se il fondo di tuo marito prevede la reversibilità. Non tutti i fondi complementari la prevedono, per questo la decisione andrebbe presa insieme: la reversibilità alla moglie è un valido strumento integrativo. “Da poco stanno prendendo piede i fondi così detti cash back che restituiscono quasi tutto il capitale versato e coinvolgono anche il coniuge o un’altra persona indicata – spiega Romano -. Si tratta di una formula interessante che sicuramente è più equa”.

5) Contribuzione volontaria. “L’unica soluzione valida per minimizzare l’impatto di una carriera lavorativa contraddistinta da tante interruzioni della contribuzione previdenziale è quella di ricorrere alla contribuzione volontaria che consente di fatto di maturare i requisiti previdenziali anche durante le interruzioni dell’attività lavorativa”, è il consiglio di Dario Moltrasio, consiglio valido al netto della possibilità materiale di poter grattare ancora qualcosa da uno stipendio esiguo.