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Pensioni, Governo: “Anticipo costa meno di quanto si dice”. E sugli esodati…

ROMA – Pensioni: quanto costa Ape? Governo: “Meno di quanto si dice”. Il costo dell’Ape volontaria “è più basso rispetto a quello che circola sui giornali, anche se significativo”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ai microfoni di Radio Anch’io, alla domanda se la rata di ammortamento del prestito si attesterà intorno al 6% per ogni anno d’anticipo. Quindi, ha spiegato, quando la flessibilità in uscita è legata a una scelta personale, e non a una necessità, avrà un costo ma “per i numeri veri occorre aspettare il combinato disposto della legge di Bilancio e dei provvedimenti attuativi, tra cui l’accordo quadro con banche e assicurazioni”.

L’Ape, ha evidenziato Nannicini, è stata pensata per le categorie in difficoltà e per quanti sono dichiarati esuberi a seguito di crisi aziendali. Per quest’ultimi casi, quando l’impresa ha in corso una riorganizzazione ed emergono eccedenze, “le aziende che hanno liquidità potranno pagare direttamente” per l’anticipo pensionistico, altrimenti si potrà ricorrere a “fondi bilaterali”. Strumenti da definire nell’ambito della contrattazione, tra le parti. In generale per Nannicini la novità più significativa è che “si interviene sulle pensioni non per fare cassa ma metterci risorse con un forte taglio di equità”.

Esodati. Sull’ottava salvaguardia, per i cosiddetti esodati, “c’è un confronto aperto: tutte le risorse stanziate nel fondo vanno monitorate per poi essere reinvestite su quelle platee”. ha aggiunto Nannicini. “Alla fine del confronto, la legge di Bilancio tirerà le fila e senz’altro ci sarà un intervento che usa le risorse che ci sono per andare incontro a quelle platee”, spiega. E, aggiunge, “i primi approfondimenti ci dicono che ci sono delle risorse, ma prima di fare promesse serve capire la platea aggiuntiva”.