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Pensioni. Le attività gravose: call center, infermieri, maestre d’asilo…

ROMA – Pensioni. Le attività gravose: call center, infermieri, maestre d’asilo… Con la definizione di “addetti alle attività gravose” si intendono le categorie di lavoratori che svolgono mansioni particolarmente usuranti e che – ed è importante oggi che è stato siglato l’accordo governo-sindacati sulla previdenza – beneficeranno di maggiori diritti pensionistici.

Saranno autorizzati ad usufruire dell’anticipo pensionistico senza dover pagare le penalizzazioni previste, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi e cioè due anni prima degli altri lavoratori.

Ma quali sono le categorie che svolgono “attività gravose”? La questione è aperta, nel senso che la definizione precisa è oggetto di trattativa tra governo e sindacati che la vogliono più estesa possibile. Ad oggi ci sono facchini e macchinisti dei treni, conciatori e marittimi, muratori e infermieri delle sale operatorie e dei pronto soccorso. Molto probabilmente ci saranno le maestre d’asilo, qualche speranza possono coltivarla anche quelle delle elementari.

Tra le nuove professioni i centralinisti dei call center sono in lizza per essere presi in considerazione. La trattativa, l’ultimo pezzo dell’accordo sulla previdenza, è incagliata sulle risorse, visto che l’intero pacchetto previdenziale, il budget della riforma, è attestato a 6 miliardi di euro complessivi nei prossimi tre anni. Più categorie potranno accedere ai benefici concessi alle attività gravose, maggiori saranno le risorse da stanziare, minori quelle disponibili, per esempio, per finanziare l’aumento delle soglie di reddito utili a garantire l’uscita anticipata a costo zero.