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Pensioni, l’Europa mette paletti: frenare i ritiri anticipati

ROMA – L’Ue mette un paletto per i Paesi dell’Euro sul fronte delle pensioni. Non si rivolge all’Italia, che la sua riforma l’ha già fatta. Ma chiede a tutti i partner di “estendere la vita lavorativa e quindi rafforzare il reddito pensionistico, attraverso misure che aumentino l’occupabilità delle persone più anziane e che restringano il ritiro anticipato dalla forza lavoro”.

E’ un principio generale, certo. Ma arriva proprio mentre in Italia entra nel vivo il confronto sulla flessibilità in uscita, con i sindacati in pressing per chiedere più attenzione soprattutto per i lavori usuranti. La dichiarazione ”sui principi comuni per rafforzare la sostenibilità delle pensioni” arriva al termine dell’Eurogruppo che ”registra ”i significanti progressi fatti” dai paesi membri, ma esprime ”preoccupazione” e sostiene che ”ulteriori azioni politiche servono per rafforzare la capacità dei sistemi pensionistici di reggere alle difficoltà democratiche e contro i rischi di riforme inverse”.

Un timore che sembra prendere anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Bisogna stare attenti – spiega entrando nella riunione – a non fare una riforma al contrario, cioè disfare riforme fatte prima. E’ uno dei principi chiave sottolineati dalla Commissione”. Chiaro, preannuncia, l’Eurogruppo “farà una riflessione comune sui sistemi pensionistici, di cui ovviamente si parla molto in Italia per le riforme che sono in discussione”.

Di fatto la ”dichiarazione” dell’Ue enuncia principi che sembrano entrare a gamba tesa nel confronto in atto in Italia. Anche se chiede che le politiche siano ancorate al consenso ”sociale” che ”è essenziale”. Tanto che si chiede di realizzare un ”dialogo costruttivo e il coinvolgimento dei soggetti rilevanti coinvolti”. Sembra un assist ai sindacati. Ma certo l’indicazione che bisogna favorire l’occupabilità dei lavoratori anziani, anziché favorirne l’anticipo pensionistico è proprio in controtendenza con l’Italia.

Si chiede anche ”equità generazionale”, un principio che trova eco anche nelle parole del presidente dell’Inps, Tito Boeri secondo il quale ”importante è che le soluzioni trovate non finiscano col far aumentare il fardello sulle giovani generazioni”. I sindacati comunque fanno pressing per un intervento di maggiore spessore. ”Troppo entusiasmo sul ritiro anticipato, noi vogliamo una riforma strutturale della Fornero” dice la leader Cgil, Susanna Camusso.

”Bisogna tener conto dei lavori usuranti”, dice il segretario Uil, Carmelo Barbagallo che chiede modifiche che non si limitino al solo anticipo pensionistico. A trovare quello che forse è un punto di equilibrio tra il confronto italiano e le richieste europee è forse l’ex ministro, Elsa Fornero. Dice ok alla proposta del governo sulla flessibilità che, spiega, ”conferma la sostanza della riforma pensionistica del 2011”. Ma – aggiunge – ”è giusto che si recuperi un po’ di quella flessibilità che allora appariva un ‘lusso’ al di fuori della nostra portata”.