Blitz quotidiano
powered by aruba

Pensioni, part-time beffa: solo per le prime 20mila persone

ROMA – Pensioni, part-time beffa: solo per le prime 20mila persone. Per i lavoratori che raggiungeranno i requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2018 arriva la possibilità di un’uscita ”soft” dal lavoro con un contratto di part time agevolato. La contribuzione figurativa, commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, viene riconosciuta nel limite massimo di 60 milioni di euro per il 2016 (120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018). Raggiunta questa cifra non saranno prese in considerazione nuove istanze. In secondo luogo l’opzione al momento sembra essere preclusa per le donne a causa dell’aumento dell’età di accesso alla pensione in questi anni.

Solo per 20mila lavoratori su quasi 400mila interessati. Guardando alle risorse stanziate, vero metro per capire la portata reale della misura, risulta evidente che solo una minima quota della platea interessata potrà accedere al part-time.

La platea potenzialmente interessata è di 389 mila lavoratori ma, numeri alla mano, visto che il governo ha messo in campo 240 milioni di euro in tre anni (60 milioni quest’anno, 120 nel 2017 e poi ancora 60 nel 2018), significa che da qui a fine anno potranno usufruire della norma al massimo 20 mila persone. (Carlo Gravina, Il Secolo XIX)

Riforma Fornero esclude le donne. In pratica – secondo quanto previsto dal decreto attuativo della legge di stabilità appena firmato dal ministero del lavoro – chi ha compiuto a fine 2015 63 anni e 7 mesi di età (è nato quindi prima del maggio 1952) e ha almeno 20 anni di contributi versati potrà accordarsi con il datore di lavoro per un contratto di part time agevolato sia sul fronte del contributi che della retribuzione.

Ma per le donne questa opzione appare esclusa dato che le lavoratrici del settore privato nate nel 1951 sono già andate in pensione nel 2012 grazie alla ‘finestra mobile’ e quelle nate nel 1952 andranno entro quest’anno grazie a quanto previsto dalla riforma Fornero per evitare per questa classe “la rincorsa” della pensione fino al 2018. Le nate nel 1953 non potranno comunque utilizzare l’opzione dato che raggiungeranno i requisiti per la vecchiaia dopo la fine del 2018.

Il decreto attuativo appena firmato sul part time prevede la possibilità di fare un contratto molto conveniente per il lavoratore vicino alla pensione. E’ possibile ridurre l’orario tra il 40% e il 60% ricevendo però ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part-time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato.

Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata. In questo modo il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.