Blitz quotidiano
powered by aruba

Pensioni: part-time ultimi tre anni anche per gli statali

Pensioni integre e contributi pieni e ultimi tre anni con orario di lavoro ridotto anche del 60% anche per i dipendenti pubblici

ROMA – Pensioni: l’opzione per accedere al part-time per i dipendenti in prossimità del ritiro è stata estesa anche a quelli pubblici. Gli statali, cioè, negli ultimi tre anni prima del pensionamento potranno ridurre l’orario di lavoro fino al 60% senza perdere un euro dal punto di vista previdenziale.

E’ l’esito della conversione in legge del decreto Milleproroghe che concedeva questa possibilità – il part-time che non intacca la pienezza del futuro assegno di pensione – solo ai dipendenti privati.

I requisiti. I titolari di un contratto di lavoro a tempo pieno possono, d’intesa con l’amministrazione, far richiesta del part-time: che può essere concordato per una durata non superiore ai tre anni, una riduzione dell’orario di lavoro che può essere compresa tra il 40 e il 60%. Per questo il dipendente deve maturare i requisiti per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) entro 31 dicembre 2018: il part-time potrà partire dai 63 anni e 7 mesi.

Ciò comporta, in pratica, una aggiunta mensile allo stipendio pari alla contribuzione (quota a carico del datore di lavoro) previdenziale a fini pensionistici (23-24% della retribuzione) relativa alla prestazione lavorativa non effettuata. Tale importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettato a contribuzione previdenziale. Per i periodi di riduzione della prestazione lavorativa è riconosciuta la contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata. (Leonardo Comegna, Italia Oggi)